Il Tirreno

Livorno

Camilla, un oro in fuga «Cara Livorno addio»

di Eva Bertolacci
Camilla, un oro in fuga «Cara Livorno addio»

Fresca di trionfo nei campionati europei di Bath, la Lontano sceglie Roma «Fare pentathlon nella mia città è impossibile, ognuno pensa al proprio sport»

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LIVORNO. Camilla Lontano è tornata nella sua Livorno dopo aver vinto l'oro nei campionati europei di Pentathlon a Bath: una medaglia storica per la nazionale visto che nessun altro atleta italiano era riuscito a salire sul gradino più alto del podio nella staffetta mista. L'atleta livornese in forza alle Fiamme Oro è pronta a passare in città qualche giorno di vacanza prima di rituffarsi nella stagione agonistica.

Dopo sette anni trascorsi a Roma presso il centro federale l'accento labronico è del tutto sparito, ma è una timida inflessione romanesca che fa capolino dalle sue parole: «Non ci aspettavamo che andasse così bene quella gara, io e Valerio (il compagno di squadra Grasselli, salito anche lui sul podio ndr) siamo i più giovani della nazionale, lui è un '93 e fa ancora più soddisfazione: siamo riusciti a battere nazioni che si erano presentate con atleti fortissimi».

Una vita durissima la sua, con allenamenti quotidiani che durano tutta la giornata per preparare al meglio le cinque discipline. Come fa a gestire le energie fisiche durante la gara che dura tutta la giornata?

«Lo sforzo fisico c'è, senza dubbio, ma durante gli allenamenti ci prepariamo bene e duriamo molta più fatica che durante le gare. Il segreto è gestire le energie mentali nell'arco della giornata».

Camilla a sedici anni ha cambiato radicalmente vita, trasferendosi con la gemella Martina a Roma per intraprendere la via agonistica nel pentathlon, una disciplina che in Toscana trova pochi proseliti.

«A Livorno non c'è la mentalità giusta per questo sport, è un paradosso perché a pochi passi c'è il palazzetto per la scherma, la pista di atletica, la piscina e il centro per l'equitazione: qui ognuno pensa al proprio sport e fine, non c'è una visione globale. A Roma mi alleno con tecnici di valore ma gli spostamenti sono più faticosi».

A meno di un anno da Rio2016 è lecito chiedersi se Camilla ce la farà a qualificarsi.

«Alle Olimpiadi c'è solo la prova individuale, siamo in cinque in Italia a giocarci la qualificazione, ma ne passano solo due: sarà una stagione massacrante per poter strappare il pass».

Quali saranno i suoi prossimi appuntamenti?

«Il 7 settembre andrò in Puglia per fare un collegiale di equitazione, il 12 torno a Roma per ricominciare la preparazione. Quest'anno ci avvaliamo del tecnico nazionale di equitazione ed è un bel passo avanti per noi».

Sarà anche uno sport poco praticato, ma non è esente dagli scandali come testimonia la vicenda di Lucio Felicita, ex numero uno della Federazione per ben 17 anni radiato per aver creato società fittizie al fine di ottenere voti.

«Ci chiedono spesso cosa pensiamo di questa faccenda, ma noi pensiamo solo a fare gli atleti ed allenarci, basta che la Federazione ci metta nelle migliori condizioni per farlo. Da qualche anno il sostegno, anche economico, è aumentato e ciò vuol dire che qualcosa è cambiato, e questo per il nostro sport è fondamentale».

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