Gioco
Juve stecca, storico blitz Udinese
I bianconeri mai sconfitti prima al debutto in casa, si consolano con Cuadrado
TORINO. Aspetti Pogba, trovi un altro francese, Thereau che grazie al gol partita al minuto 33 della ripresa rompe un tabù storico: mai la Juve aveva perso in casa nella gara del debutto. Dormita della difesa bianconera, e Buffon trafitto da due passi.
Qualcosa è cambiato? Forse sì: la prima vittoria dei friulani allo Juventus Stadium significa che certi equilibri forse son saltati con i pesanti cambiamenti subiti dalla squadra campione. La squadra di Allegri ha mostrato grande difficoltà sia in fase di costruzione che là davanti. Coman non è riuscito a far grandi cose, come Pereyra. L'Udinese ha giocato una partita prudente, fronteggiando abbastanza efficacemente l'avversario. Nella ripresa Allegri ha fatto entrare Dybala, che ha cercato di dare la propria impronta alla partita. Vanamente. E domenica sul campo della Roma, si saprà qualcosa in più sui campioni d'Italia. Certo, Allegri aveva dovuto rinunciare a parecchi pezzi grossi come Marchisio, Morata, Khedira e Asamoah, tutti infortunati. Ma è evidente che manca qualcosa.
Preso Cuadrado dal Chelsea con la formula del prestito, per una stagione - e dovrà portare fantasia in attacco - ora Marotta cercherà di riavviare la trattativa per Draxler, ma non sarà facile.
Una Juve battuta ma Allegri non fa drammi. «Abbiamo preso gol alla loro prima azione», spiega il tecnico juventino. «Coman? E' un '96, ha fatto buone cose, gli manca la fase realizzativa ma nel primo tempo ha fatto buone giocate. Deve crescere, come altri giocatori arrivati quest'anno». E ancora: «Manca un vero sostituto di Pirlo? Continuare a parlare di Andrea, Tevez e Vidal non ha senso. La rosa è all'altezza di fare un campionato di prim'ordine».
Esulta il trainer dell’Atalanta: «La Juventus ti costringe a difenderti. Quanti allo Stadium riescono ad affacciarsi in avanti? Poche volte ed in quelle occasioni devi essere bravo ad approfittarne. Noi ci siamo riusciti anche perchè vincere qui è molto ma molto complicato».
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