Gioco
Il marchio Juve sul Memorial Vitulano
Grande spettacolo nella tre giorni riservata agli Allievi per ricordare il mitico Miguel, in finale battuto il Genoa (1-0)
LIVORNO. Anche a Vinovo, la casa della Juventus, il nome di Miguel Vitulano è diventato familiare. Gli Allievi nazionali bianconeri hanno infatti partecipato a sei edizioni su sette del suo Memorial, conquistandolo tre volte. L’ultima ieri mattina, all’Armando Picchi, nella finalissima con il Genoa (1-0).
Ancora positiva la risposta della città, che ha riempito prima il centro sportivo di Stagno per la fase eliminatoria e poi la tribuna centrale dello stadio per l’epilogo. «Siamo contente – le parole di una delle tre figlie dell’ex attaccante amaranto, Caterina, che ha organizzato tutto insieme alle sorelle Carina e Nadia – in questo weekend abbiamo visto tante persone, passate per vedere i talenti di domani e ricordare mio padre. Era la settima edizione, noi cerchiamo sempre di migliorare e perfezionare le cose. Ma ogni volta è un’emozione unica, dal fischio d’inizio della prima partita all’abbraccio finale fra noi tre. Il torneo? Al di là del successo della Juve, il livello tecnico sembra crescere anno dopo anno. Miguel? Viveva per il calcio giovanile, avrebbe parlato e parlato di tutti questi ragazzi…».
Il tris bianconero. 1-0 allo Spezia, 2-0 al Livorno e 1-1 con l’Empoli per la Juventus nel girone eliminatorio, chiuso al primo posto davanti agli azzurri. La squadra di Felice Tufano si è qualificata così per la finale con il Genoa, leader nell’altro gruppo davanti all’Inter, alla Fiorentina e al Pisa.
Il Memorial Miguel Vitulano, stavolta riservato ai ragazzi classe 1999, è tornato a Torino grazie a un gol in avvio dell’esterno Galtarossa, capocannoniere del torneo: dribbling sulla fascia destra, palla sul sinistro e poi sul palo opposto. I rossoblù di Luca Chiappino hanno cercato il pari in ogni modo, sia nel primo che nel secondo tempo, soprattutto con Carnicelli. E anche con Belloni nel recupero, un colpo di testa finito clamorosamente a lato.
Sì, meritava di più, il Genoa. E invece i bianconeri hanno festeggiato per la terza volta in sette anni, staccando la Fiorentina (due titoli) nell’albo d’oro. Nella finale per il bronzo, tra le seconde classificate dei due gironi, l’Empoli ha superato l’Inter dopo 24 (!) rigori: 1-1 dopo i tempi regolamentari (vantaggio azzurro di Chiti e pareggio di Poletto), poi la serie – infinita – dal dischetto.
Il memorial. In campo anche la beneficenza, dato che parte del ricavato sarà inviata alla Fop Italia Onlus, l’associazione che sostiene la ricerca sulla malattia di uno dei due figli di Andrea Luci. «Questa è una manifestazione importantissima a livello nazionale – ha detto l’ex portiere Roberto Tancredi, tra gli ospiti - in tre giorni abbiamo visto tanti ragazzi di prospettiva. Miguel? Era un grande amico, una persona eccezionale. Parlare di lui è troppo difficile, mi dispiace non vederlo più in mezzo ai giovani talenti. Per fortuna la famiglia lo ricorda ancora».
Già, le sorelle. «La cosa più importante – ha sottolineato Carina Vitulano, che quest’estate è diventata la prima donna italiana ad arbitrare in un Mondiale di calcio femminile – è l’aria che si respira, questo è un ambiente familiare. Voglio ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato».
Come la sezione Aia provinciale, guidata da Alessio Simola, che ha mandato arbitri (Gianni Bichisecchi ha diretto la finalissima, a Luca Testi la sfida per il terzo posto) e assistenti a titolo gratuito. Perché il ricordo di Miguel è vivo in tutta la città.
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