Il Tirreno

Livorno

Ma la Juve farà cinquina?

di MASSIMO BRAGLIA
Max Allegri
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Max Allegri

La superfavorita cerca il record: una nostra guida alla massima serie. Undici motivi (11 come una squadra di calcio) per seguire il campionato: non sarà il più bello del mondo, ma ci fa ancora battere il cuore

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Ci risiamo: arrivi all’ultima giornata di campionato che ti sembra di avere la nausea di pallone, di non poterne più di dirette a tutte le ore, di spezzatino, di calcio in tutte le salse. Poi invece... Dopo un paio di settimane ne senti già la mancanza. Cerchi tutte le notizie sulla tua squadra. E non vedi l’ora che si riparta. Certo, non per tutti è così. C’è anche qualcuno che si è allontanato, nauseato da scandali, polemiche, cifre folli per gli acquisti. Anche e soprattutto per loro, in undici punti proviamo a dire perché la serie A magari non sarà il campionato più bello del mondo, ma è quello che ci fa divertire di più. E ci fa battere il cuore.

1. La Juve uguaglierà il record di cinque scudetti? La Juve di Allegri ha perso tre fuoriclasse (Pirlo, Tevez e Vidal), ha acquistato in attacco peso specifico con Mandzukic e fantasia con Dybala. Riuscirà a uguagliare il suo record di cinque scudetti di fila degli Anni Trenta? I tifosi bianconeri ci credono, tutto il resto d’Italia spera di no.

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2. Il riscatto delle milanesi. Peggio dell’anno scorso, il Milan soprattutto ma anche l’Inter non possono fare. Rossoneri e nerazzurri hanno investito molto in estate, e l’estate non è finita. Il Milan aspetta Ibra, l’Inter Perisic. La curiosità è tanta: i due grandi amici Sinisa e Mancio, su fronti opposti - ma alleati contro la Juventus - sono chiamati al riscatto della Scala del calcio. Ultimamente diventato un teatrino di provincia.

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3. Garcia e la sua chiesa. Rudy Garcia, famoso per il detto «abbiamo riportato la chiesa al centro del villaggio», per non sbagliarsi ha portato al centro dell’attacco un marcantonio come Dzeko. Al terzo anno, è la prova di maturità. E la vogliamo seguire.

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4. Un provinciale (anzi due) a Napoli. Tutti guarderemo con un occhio di simpatia il Napoli, che si affida a un verace come Maurizio Sarri, che quattro anni fa era al Sorrento, e al ds Cristiano Giuntoli, toscano artefice del miracolo Carpi.

5. Soldi spesi bene o male? Li vogliamo vedere, da oggi, quanto peseranno gli investimenti multimilionari (vedi Kondogbia all’Inter, un mediano) e quanto invece riusciranno a ottenere la voglia, la grinta, di chi parte a fari spenti. L’anno scorso dopo Juve, Roma e Lazio c’erano nell’ordine Fiorentina, Napoli, Genoa e Sampdoria, con le milanesi out. Chi sarà la sorpresa?

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6. Le interviste di Viperetta. D’accordo, più che calcio è cabaret, spettacolo di varietà. Ma insomma, un po’ in astinenza da Massimo Ferrero er Viperetta, presidente della Samp, e delle sue capigliature improbabili, lo eravamo davvero. E già ci immaginiamo i siparietti con Antonio Cassano e le sue cassanate. Mai più senza.

7. Le toscane dove arriveranno? Siamo in Toscana, e anche chi non è tifoso segue con curiosità la viola. Che torna a scommettere su Pepito Rossi (campione di sfortuna, per lui sì fanno il tifo tutti gli italiani visto che se sta bene può fare molto comodo alla Nazionale) ma anche sul giovane carrarese Bernardeschi, su Babacar altro baby, su Kalinic. E l’Empoli? Dopo l’addio a Sarri, c’è Giampaolo e punta su Saponara, sull’intramontabile Maccarone ma anche su un regista classe 97, Diousse. Ambizioni diverse: i viola cercano un piazzamento in una Coppa (più realisticamente l’Europa League), l’Empoli la salvezza. Vedremo.

8. La sfida dei bomber. Alla fine della giostra, però, ad accendere la fantasia sono soprattutto i bomber. Da Dzeko a Mandzukic, da Bacca a Luiz Adriano a Kalinic, da Jovetic al Pipita Higuain: in tanti cercheranno di sedersi sul trono che è stato di Icardi e Toni. Che comunque sono vivi e vegeti, e venderanno cara la pelle.

9. Quanta provincia... Le manda Lotito, e sono arrivate. Il peggior incubo del patron della Lazio (e della Salernitana) si è materializzato, e così non ci sono più solo Sassuolo e Empoli a rappresentare la provincia operosa italiana, ma si aggiungono Carpi e Frosinone. Riusciranno a salvarsi le ultime arrivate?

10. Valzer delle panchine. Quando salterà la prima panchina in serie A? È davvero l’Uomo Ragno Walter Zenga il più a rischio? Oppure Zamparini a Palermo vorrà vincere per l’ennesima volta il primato dell’esonero più veloce del West?

11. Goal-line technology. Arriva finalmente l’occhio elettronico. Il famoso gol di Muntari contro la Juve, per dire, sarebbe stato convalidato, e forse Conte non avrebbe vinto subito lo scudetto. Forse. Ma allora ci toglieranno il sale delle polemiche, saranno annullate le discussioni infinite? Ma figuriamoci, restano i fuorigioco, i cartellini, i falli da rigore... Insomma, a che ora si comincia?

@massimobraglia2

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