Gioco
«Ho scelto Livorno convinto dai tifosi»
Vajushi si presenta e svela: «500 messaggi prima di firmare»
LIVORNO. Era tra i migliori giocatori del campionato bulgaro, la stellina del Litex Lovech, un top player da quelle parti. Gol di destro, di sinistro, anche di testa. Poi assist, dribbling e la Nazionale albanese conquistata. «Fino a un annetto fa il suo cartellino valeva circa due milioni di euro», il commento di Sokol Haxhia, il suo procuratore.
Lo scorso gennaio, con il contratto vicino alla scadenza, Armando Vajushi entrò nel mirino del Chievo, che decise di fare un investimento importante e prenderlo subito anziché aspettare lo svincolo. Arrivato l’ultimo giorno del mercato invernale, dopo due mesi di inattività (il campionato bulgaro si ferma a inizio dicembre), l’esterno offensivo non è riuscito ad ambientarsi.
«Avevo bisogno di tempo – ha spiegato Vajushi – e non conoscevo la lingua (non parla ancora bene l’italiano, durante la conferenza stampa di presentazione di ieri è stato aiutato dal suo agente, ndr). Poi sono entrato in un calcio diverso da quello dell’est: qui si lavora molto sulla tattica, laggiù invece si basa tutto sulla corsa e sulla forza fisica. Nei sei mesi a Verona ho fatto cose mai viste in tre anni in Bulgaria… Comunque ero a disposizione, purtroppo non ho avuto spazio (nessuna presenza in Serie A, ndr). E per me è stata veramente dura».
AFFETTO, MODULO E PANUCCI. Non gioca da dicembre, Vajushi, e ha quindi risposto alla chiamata amaranto con una voglia di riscatto pazzesca. La formula è la stessa di Pinsoglio, Ricci, Calabresi, Schiavone, Palazzi, Aramu, Fedato e Comi: prestito con diritto di riscatto e controriscatto.
Ma perché la scelta di ripartire da Livorno? «Per tre motivi – la risposta del 23enne – intanto per l’entusiasmo della città nei miei confronti. Sono rimasto sbalordito dall’affetto della gente, considerando che non ho neanche giocato. Pensate, su Facebook, addirittura prima di firmare, ho trovato 500 messaggi… Poi ha pesato il modulo. Io sono un esterno d’attacco, mi piace giocare davanti. Il 4-4-2 del Chievo non faceva per me, mentre questo 4-3-3 è ideale. Nasco come ala sinistra, ma posso essere impiegato anche a destra e pure come seconda punta».
E il terzo motivo? «La presenza di un personaggio come Panucci. Da piccolo, in Albania seguivo sempre il calcio italiano, quindi so benissimo chi è e quanto ha vinto. E l’impatto non è stato positivo, di più».
Già, i primi allenamenti. E qui è intervenuto Haxhia: «Ieri (mercoledì, ndr), appena uscito dal campo, mi ha detto: «Grazie, mi hai portato in un posto stupendo». Armando è contento e crede di aver trovato l’ambiente giusto per tornare ai suoi livelli, adesso vuole ripagare tutta questa fiducia sul campo».
L’OK DI DE BIASI. L’altro obiettivo di Vajushi è quello di tornare in Nazionale (6 presenze e una rete fin qui), persa durante la parentesi veneta, e di volare in Francia per l’Europeo della prossima estate. Il c.t. è l’italiano Gianni De Biasi, che l’ha chiamato nei giorni scorsi.
«Abbiamo un rapporto splendido – ha sottolineato l’ex Litex Lovech – fu proprio lui a portarmi dall’Under 21 alla Nazionale maggiore. Mi ha detto di accettare questa sfida perché vuole vedermi giocare con continuità. E io spero che il Livorno sia anche un trampolino di lancio per gli Europei».
L’Albania è in piena corsa per la prima storica qualificazione, ma il ricordo della partita di Belgrado con la Serbia è ancora vivo: il drone, la bandiera, la rissa. Successe davvero di tutto quel giorno… «Una serata terribile – le parole di Vajushi, che era in panchina – vidi la morte in faccia».
IDOLI E SOGNI. Non sono tantissimi i giocatori albanesi passati in Italia, ma tra questi c’è un ex Livorno, l’attaccante Erjon Bogdani, amaranto nella stagione 2007/2008 (solo due centri e la retrocessione in B). «Lui è il punto di riferimento di quasi tutti i giovani albanesi come me, è un esempio per tanti ragazzi», ha evidenziato Vajushi. Che ha scelto la maglia 14 in onore di un’altra punta del suo Paese, Hamdi Salihi, che ha sempre portato quel numero.
Anche nel Vllaznia, la prima squadra del nuovo esterno amaranto, capace di segnare pure in Europa (7 luglio 2011, Vllaznia-Birkirkara 1-1, preliminare di Europa League). «Salihi è il mio idolo. Prendo sempre il suo 14, che mi accompagnerà anche in questa avventura. Sono sicuro che farò bene, il mio sogno è quello di conquistare la Serie A con questa maglia». Beh, intanto lo spirito è giusto.
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