Sicurezza
Kovacic, che blitz del Real
Affare da 40 milioni, ma ora il Mancio vuole Perisic. Il Milan sogna ancora Ibra
MILANO. Rafael Benitez è stato accontentato; adesso bisogna “consolare” Roberto Mancini.
Questi, in sintesi, gli sviluppi di ieri del calciomercato, che hanno fatto registrare l'inaspettata accelerazione dei “Blancos”, adesso a un passo da Mateo Kovacic. La notizia è stata diffusa dall’account twitter “@RMadridInfo”. Così oggi il direttore sportivo dei nerazzurri, Piero Ausilio, volerà in Spagna per chiudere la trattativa. Il centrocampista croato dovrebbe passare al Real per circa 40 milioni di euro. Una cifra importante - ben dieci milioni in più rispetto a quanti ne aveva offerti il Liverpool - che dovrebbe permettere all'Inter di riaprire il mercato in entrata.
Mancini vuole sempre un terzino e un’ala. Per il primo ruolo i nomi caldi sono tre: Siqueira, al momento “congelato” dalla Juve; Fabio Coentrao, che però secondo Ernesto Bronzetti non lascerà Madrid se non per il Benfica; Camilo Zuniga, finito recentemente nel mirino anche della Roma. Per l'ala, invece, in pole position c’è ancora Perisic, ieri in gol con il Wolfsburg, nell'esordio in Bundesliga.
Il suo agente, Tonci Martic, pensa e spera che la vendita di Kovacic “sblocchi” il passaggio del croato all'Inter. A ruota perde quota Mertens; mentre guadagna terreno il genoano Perotti.
Un “ritorno” potrebbe caratterizzare, invece, le prossime ore di mercato della Lazio. Dopo che il procuratore federale Stefano Palazzi li ha “lasciati fuori” dai nuovi processi sul “calcioscommesse”, le strade del club capitolino e dell'ex capitano Stefano Mauri dovrebbero adesso rincongiungersi.
Il giocatore è tornato da due giorni a Formello, dove ha ripreso ad allenarsi, al momento da solo e non in gruppo, e ha avuto un colloquio con il ds Tare. A inizio settimana incontrerà Lotito; a seguire ci sarà la firma del nuovo contratto, a un mese esatto dall'inaspettato “addio”.
Sempre molto attiva la Roma, pronta a completare il reparto arretrato a disposizione di Garcia. Il tecnico francese vuole due centrali e un terzino. Per circa dieci milioni arriverà il pilastro dallo Stoccarda Antonio Ruediger (oggi nella capitale per le visite mediche). A seguire sbarcherà finalmente il terzino Lucas Digne, non appena il Psg avrà trovato il suo sostituto. A confermare che il francese arriverà in Italia ci ha pensato il tecnico dei parigini, Laurent Blanc, che ultimamente non ha convocato il giocatore. Infine, per l'ultimo tassello (il quarto centrale) si pensa a Kurt Zouma del Chelsea e a Mamadou Sakho del Liverpool. Di certo l'inglese Ashley Cole rescinderà il contratto che lo lega ai capitolini.
Al lavoro su diversi fronti anche i campioni d'Italia. La Juventus sta stringendo i tempi per Alex Sandro, terzino del Porto, in vantaggio oggi su Siqeira; sta cedendo Llorente al Siviglia e cerca sempre un trequartista, con Draxler prima scelta, in vantaggio su Lamela e Cuadrado. Per il centrocampo, poi, il nome caldo è quello di Soriano, sul quale, dopo il Napoli, si è fiondato anche il Milan, all'inseguimento costante del sogno Ibrahimovic. Il Milan ritiene di aver sistemato la difesa con gli arrivi di Romagnoli e del giovane brasiliano Rodrigo Ely (il “nuovo Thiago Silva” rientrato da Avellino), ma la ciliegina sarebbe proprio Ibra. L'ultimo tassello potrebbe essere un centrocampista, Galliani proverà fino alla fine.
Intanto i partenopei continuano a corteggiare Maksimovic ma Cairo dice che i due club (quello granata e quello azzurro) sono distanti; il Torino è sempre più vicino a Belotti e il Palermo pensa a Gilardino per sostituirlo; mentre oggi dovrebbe essere il giorno giusto per il passaggio di Mattia Destro al Bologna con un'operazione totale (fra prestito, riscatto e bonus) da circa undici milioni di euro.
Una cosa è certa: questo è un calciomercato come non si vedeva da anni, visto che le grandi d'Italia hanno prodotto un giro d'affari complessivo che colloca l'Italia al secondo posto in Europa. Ma non è finita qui perché le esigenze dei vari allenatori, che comunque dovranno andare d'accordo con quelle di bilancio dei rispettivi club, faranno sì che le squadre cambino ancora fisionomia.
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