Gioco
Juve ancora in pole poi Roma e Napoli
A giocarsi le prime posizioni tornano le “sette sorelle”: Milan più avanti dell’Inter, Fiorentina e Lazio le outsider
Juve favorita, ma con qualche incognita; Roma rinforzata in attacco, ma con una difesa da completare; Napoli rimodellato da Sarri, atteso al varco come tutti gli innovatori; Inter e Milan rase al suolo e ricostruite con tanti investimenti ancora da valutare; Lazio quasi immobile ma con la conferma dei pezzi da 90; Fiorentina rinnovata e reduce da un ottimo precampionato. Lavori in corso ancora per le sette sorelle protagoniste della serie A che comincia nel prossimo fine settimana.
Nell’“altro” campionato Torino, Genoa, Sampdoria (se supererà lo choc Vojvodina) sembrano le meglio attrezzate con Sassuolo, Udinese, Verona e Palermo alle calcagna mentre Atalanta, Chievo, Empoli sono concentrate sulla salvezza. Organici rivoluzionati per le tre neopromosse: ambizioni e investimenti per il Bologna americano (estromesso però dalla Coppa Italia), curiosità per metodo e stile delle matricole Carpi e Frosinone ben dirette da Castori e Stellone.
Lo spettacolo va a incominciare nella stagione delle rose a 25 e dell'addio ai gol fantasma. Ma vediamo da vicino le “nuove” sette sorelle.
La Juventus di Allegri con acume arpiona la Supercoppa ma le perdite di Pirlo, Tevez e Vidal sottraggono sostanza. Gli infortuni poi sembrano una maledizione biblica. Il predestinato Dybala e super Pogba sono le certezze insieme ai veterani della difesa ed a Marchisio. In attesa di un esterno e un rifinitore la Juve è comunque favorite ma il pokerissimo è una scalata impervia.
In casa Roma il carro armato Sabatini ha spianato un mercato complicato. Con Dzeko e Salah, Garcia può trovare quei gol smarriti l'anno scorso utilizzando con equilibrio il totem Totti (in attesa del talentuoso Gerson). Se recuperano al 100% Castan e Strootman e si completano gli innesti difensivi (Szczesny sembra valere De Santis), la Roma ha più del passato la chance di giocarsi lo scudetto. Se la piazza manterrà i nervi saldi.
A Napoli c'è fiducia per il progetto Sarri, “scienziato” alla Sacchi che ama il bel gioco. Le incognite sono inesperienza e tenuta in caso di difficoltà. Allan e Valdifiori danno energia e idee, Reina, Hysaj e Chiriches migliorano la difesa ma manca ancora qualcosa (Maksimovic e Vrsaljko sarebbero graditi). L'attacco con Higuain, Gabbiadini e Insigne è di grande spessore. Se tutto gira è il terzo incomodo.
Nel Milan tanti innesti, molti giovani e italiani, per Mihajlovic che sembra essere un passo avanti a Mancini. Bacca è un super goleador, con Luiz Adriano può fare la differenza. Bertolacci si deve ancora inserire, Romagnoli è un investimento a lungo termine. Se il tecnico supplisce col polso all'inesperienza dei giovani il futuro è roseo.
Nell’Inter èpiù complesso il lavoro di Mancini. Un grande innesto (Kondogbia), una spalla eccellente per Icardi (Jovetic), ma la rifondazione della difesa (Montoya, Miranda e Murillo) lascia a desiderare come i troppi esperimenti del tecnico che vuole Criscito e Perisic dopo aver perso Kovacic.
Qui Lazio: Lotito ha rinunciato a cifre cospicue per tenere Anderson e Biglia, con Candreva, Klose, Parolo e De Vrij e il ritorno di Mauri l'ossatura della squadra che ha perso terzo posto e Coppa Italia per un soffio è la stessa. Atteso con curiosità Milinkovic. Ma non sarà facile ripetersi. Molto dipende dalla sfida Champions col Leverkusen.
Per la Fiorentina tante vittorie prestigiose nei tornei. Svanito Salah, sono arrivati titolari convincenti come Sepe, Astori, Gilberto e soprattutto Mario Suarez. In attesa del recupero di Rossi l'attacco punta su Kalinic, bomber croato ma il futuro è di Bernardeschi.
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