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Il Livorno va giù solo all’ultima curva

di Alessandro Bernini
Il Livorno va giù solo all’ultima curva

Amaranto tutto cuore reggono a Carpi fino al secondo supplementare, poi decide la doppietta di Matos: addio Coppa

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INVIATO A CARPI. Forse solo un gol così poteva spezzare lo 0-0: la rovesciata di un brasiliano. E così avanza il Carpi in Coppa Italia, col gol di Matos al 2’ del secondo tempo supplementare, ma il Livorno esce a testa alta. Altissima. Tenete conto che il Carpi ha giocato con la formazione titolare, che tra 6 giorni inizierà il campionato di serie A, mentre il Livorno ha ancora 20 giorni di attesa. Chiaro che loro fossero più avanti nella preparazione, più pronti. Eppure nessuno se n’è accorto.

Non lasciamoci dunque ingannare dal 2-0 ma teniamoci strette le cose positive in attesa dei rinforzi. Perché qualcosa serve se si vuole dare brillantezza a un attacco che ieri ha fatto solo 2-3 tiri in porta, troppo pochi considerando che giochiamo col 4-3-3. La fase difensiva invece è stata ottima, anche al cospetto di un avversario di serie A.

MEDIANO DI PESO. Cosa manca ancora? Senza dubbio un bel mediano in mezzo al campo, magari un armadio, visto che Luci e Schiavone (gli altri due titolari) non sono il top come fisicità e dunque servono chili e centimetri in quella zona di campo. In più c’è bisogno di altra qualità sugli esterni d’attacco perché l’idea tattica è buona ma serve gente che salta l’uomo in uno contro uno.

BUON IMPATTO. È piaciuta la personalità con la quale il Livorno si è tuffato nella partita. Certo, il Carpi non ha lustrini e non ti ispira timore reverenziale, ma è comunque una squadra di serie A che si di dover partire bene (tra 7 giorni, non tra 21 come il Livorno...) e dunque arrivava a questa partita col motore già caldo.

Fatto sta che nel primo tempo il Carpi non è riuscito a organizzare mezza azione, sempre in difficoltà di fronte al pressing del Livorno, con Mbakogu che sbatteva sempre la testa su Ceccherini e Emerson. Il solo Gabriel Silva creava qualche problema a Maicon, ma niente da far tremare.

Molto meglio gli amaranto, con Fedato guizzante, Luci molto propositivo, Vantaggiato sempre in agguato. Tant’è che l’unico tiro verso la porta è arrivato dopo un bel recupero di Luci e un’azione chiusa da un destro al giro di Fedato parato da Benussi. Il tutto mentre Pinsoglio faceva lo spettatore.

LA SOFFERENZA. Decisamente meno bene l’inizio della ripresa, quando il Carpi ha preso metri e il Livorno ha perso compattezza tra i reparti. Meno male che San Lambrughi al 10’ sulla linea di porta ha salvato un tiro a botta sicura di Lazzari, con Pinsoglio battuto.

La sfuriata del Carpi è durata una ventina di minuti, poi il Livorno è uscito dal guscio, e Panucci ha dato nuova linfa inserendo Comi al posto di Palazzi. A quel punto il Livorno è passato 4-2-3-1, se non quasi 4-2-4, con Schiavone e Luci davanti alla difesa. E lo 0-0 non si è schiodato.

L’OVERTIME. Più agile il Carpi nel supplementare, con lo scatenato Letizia imprendibile. Comunque il gol è arrivato solo su una giocata pazzesca, una rovesciata dall’interno dell’area di rigore di Matos, una di quelle giocate che ti riescono ogni 5 anni. È toccato a noi prenderla. Il 2-0 è arrivato poco dopo con un tiro-cross sempre di Matos sul quale si sono appisolati un po’ tutti, Pinsoglio più degli altri.

Ma il 2-0 sta largo al Carpi. Per ora per il Livorno va bene così, ma proprio perché un gioco c’è, cerchiamo di mettere dentro un altro paio di elementi forti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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