Gioco
Aces, passanti e sciocchezze Kyrgios crocifisso sui social
La frase a Wawrinka sulla compagna diventa virale e le offese si moltiplicano Ma l’australiano ha vent’anni e può sbagliare: alla sua età anche Federer...
di SERGIO BRACCINI
Lo sport e i suoi campioni hanno, da sempre, una doppia valenza: quella assoluta, legata alle performance; e quella che accompagna il risultato alla condivisione delle emozioni, all’empatia (che può essere massima, o prossima a zero) con la proiezione del nostro ego; specialmente quando il personaggio sotto i riflettori, a un talento che lo eleva sugli altri, abbina un modo di proporsi esuberante, anche provocatorio (vedi Cassius Clay-Muhammad Ali, Jimmy Connors, Usain Bolt, Omar Sivori o George Best, nomen omen).
In questi giorni ha fatto scalpore il caso dei tennisti Nick Kyrgios, australiano con padre greco e madre malese, e Stanislas Wawrinka, svizzero: vent’anni il primo, trenta il secondo. Cos’è successo? In un momento ad alta tensione agonistica, al Master 1000 di Montreal, il ragazzo che aspira ad approdare ai vertici della classifica mondiale s’è lasciato sfuggire una frase infelice, captata dai microfoni a bordo campo, rivolta al suo avversario, numero 4 del ranking Atp: «La tua ragazza è andata a letto con Kokkinakis (altra giovane racchetta in ascesa, ndr), mi spiace dovertelo dire». Non il massimo dell’eleganza. Ma neanche il peggio che possa uscire dalla bocca d’uno sportivo, visto, o udito, ciò che accade, sempre in ambito tennistico, dove il numero uno Djokovic ha di recente offeso una raccattapalle, fino a farla piangere; o, per portare un esempio calcistico, quanto "esternato" dal modesto pedatore Nocerino, il quale, realizzato il gol che regalava al Milan il pareggio in extremis nel calciagostanoTrofeo Tim, contro il Sassuolo, non il Barcellona, ha pensato bene d’esultare con un labiale di facile lettura: «Pezzo di m…, bastardo, questo è per te», rivolto non si sa bene a chi. Eppure, quanto detto dal talentuoso aussie, è sembrato - stando al tranciante tribunale dei social network - il massimo dell’inaccetabile. Il profilo Facebook di Kyrgios è da giorni inondato da messaggi offensivo/minatori: "Bastardo", "Verme", "Sei la vergogna dell'Australia", "Devono radiarti", sono le cose migliori che gli vengono dette, insieme a roba tipo "I tuoi capelli fanno schifo" scritta da chi evidentemente non ricorda il look davvero inguardabile del giovane Agassi.
Che dire? Ha sbagliato: non c'è dubbio. Ma ognuno merita una seconda, e anche una terza chance. Più che mai un ragazzo non ancora uomo. Per i quale non è facile metabolizzare, d’emblée, di poter competere alla pari con fuoriclasse conclamati. Giusto che l’Atp l’abbia multato, nonostante le scuse presentate in privato a Wawrinka e pubblicamente su Facebook. Legittimo e comprensibile anche che lo svizzero (ottimo tennista ma non un mostro di stile e simpatia) si sia risentito sui social.
Tutto ok. Tranne la violenza delle offese rivolte a Kyrgios. Che ha pur sempre vent'anni. E a vent'anni è quasi obbligatorio sbagliare. Anche il Federer degli esordi spaccava racchette come un Fognini qualunque, litigava furiosamente con arbitri e avversari e collezionava warning e penalty point per linguaggio e/o comportamenti scorretti. Il tempo ci ha poi regalato un campionissimo anche di stile.
Perciò è ingiusto condannare senz’appello questo ragazzone estroverso e brontolone, un diamante grezzo con carati in abbbondanza, che rischia di scompaginare presto gli equilibri d’uno sport magico ma un po’ ingessato, che ha tanto bisogno di nuovi protagonisti. Purché faccia tesoro dei suoi errori.
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