Il Tirreno

Livorno

Dieci operazioni e tanta rabbia Dell’Agnello il predestinato ha voglia di uscire dal tunnel

di Alessandro Bernini
Dieci operazioni e tanta rabbia Dell’Agnello il predestinato ha voglia di uscire dal tunnel

Dalle giovanili dell’Inter al crac, con tre rotture dei legamenti del ginocchio «Rialzarsi è dura, ma sto bene. In nerazzurro un mondo troppo dorato...»

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LIVORNO. La sfortuna è peggio di un difensore. Perché non puoi driblarla, non ci puoi combattere, ti assale all’improvviso alle spalle. E spesso ti asfalta i sogni, come è successo a Simone Dell’Agnello. Un predestinato, un ragazzo prodigio, che a 23 anni si trova già alle spalle tre rotture dei legamenti del ginocchio e più di dieci operazioni. In questi casi puoi solo rialzarti e sentire dentro il fuoco che ti spinge a ripartire. E Simone, questo fuoco, ce l’ha.

Gli infortuni. Impossibile non iniziare da qui. Come detto, Dell’Agnello si è rotto per tre volte i legamenti del ginocchio, la prima volta di quello sinistro (novembre 2011, a Livorno) poi per due volte il destro (nel Sud Tirolo nel 2013 e nel Barletta nel 2014). Non solo. Ma l’ultima volta ha dovuto addirittura subire 5 operazioni per una serie di complicazioni, tra cui un’infezione che lo ha costretto a un mese di ricovero all’ospedale. Questo per far capire che la parola “sfortuna” è un abito che sta addirittura stretto a Simone.

«Ho affrontato di tutto - confida Dell’Agnello - ti garantisco che ho vissuto giorni davvero difficili. Ma la voglia di ripartire non è mai mancata. E ora sono di nuovo qua ad allenarmi per tornare come prima, magari più forte di prima».

Predestinato. Nelle giovanili dell’Inter aveva molti occhi addosso e in quel periodo ha indossato tutte le maglie delle nazionali, dall’under 16 fino all’under 20. In nerazzurro i suoi compagni erano Destro, Obi, Santon, giusto per fare qualche nome.

Lui era un tir, una punta che prendeva a sportellate tutti. Poi l’addio alle giovanili, l’approdo a Livorno e qualche difficoltà inattesa. «Tra la Primavera e il calcio vero, c’è un abisso. Per certi versi maledico il giorno in cui sono finito all’Inter. Perché vedi un mondo dorato e forse non capisci che per guadagnarti la pagnotta dovrai vivere in un altro mondo. Ragazzi che hanno mangiato la polvere nelle categorie più basse, sono spesso più pronti. Adesso comunque mi sono fatto le spalle più larghe giocando in Lega Pro, ho voglia di recuperare il tempo perduto e poi dimostrare il mio valore».

Livornese a Livorno. Ha le idee chiare Dell’Agnello, queste mazzate del destino lo hanno reso più maturo. «Al di là degli infortuni, il fatto di essere tornato nella mia città non ha semplificato le cose. Ma non ne faccio una colpa ai tifosi, figuriamoci». Probabilmente da lui ci si attendeva tanto, troppo, quando ancora era un ragazzino. Sembra passata una vita, eppure oggi Simone Dell’Agnello ha soltanto 23 anni...

Il contratto. Di recente ha prolungato con il Livorno, il suo contratto lo lega alla società amaranto per altre quattro stagioni. «Abbiamo preso insieme la decisione di spalmare e allungare, sotto questo profilo posso lavorare e recuperare con meno ansia».

In questi giorni sta lavorando al Kinetic Center di San Rossore per l’ultima parte della riabilitazione. «Lascialfari e i medici del Kinetic mi sono stati molto vicini, stavolta ripartire è stato più impegnativo rispetto al passato proprio per questa lunga serie di operazioni che ho dovuto subire».

Tra due settimane potrebbe rientrare in gruppo, a disposizione di Panucci, ma difficilmente resterà a Livorno. «Valuteremo insieme, è chiaro che non dipende solo da me. Comunque ho già un paio di richieste dalla Lega Pro (una dal Sud Tirol e sarebbe un ritorno, una dal Bassano, ndr), è chiaro che scendere di categoria in questo momento è quasi una necessità per ritrovare la condizione e il ritmo. Ho voglia di rilanciarmi, senza perdere altro tempo». Forza Simone, vai a combatti. E conquistati di nuovo la tua maglia amaranto.

 

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