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Salto in alto, Tamberi-record nel nome di Montescudaio

Salto in alto, Tamberi-record nel nome di Montescudaio

CECINA. Più di trent’anni fa un cinese firmava il record mondiale di salto in alto ad Eberstadt. Due giorni fa, sempre ad Eberstadt, il 23enne marchigiano Gianmarco Tamberi ha firmato il record...

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CECINA. Più di trent’anni fa un cinese firmava il record mondiale di salto in alto ad Eberstadt. Due giorni fa, sempre ad Eberstadt, il 23enne marchigiano Gianmarco Tamberi ha firmato il record italiano della specialità.

Un destino comune per un piccolo paese tedesco legato a doppio filo all’Italia. La storia inizia il 10 giugno del 1984. Ad Eberstadt, paese del Baden-Württemberg, ricca regione della Germania meridionale, una piccola delegazione italiana composta da pochi e coraggiosi uomini aveva affrontato un lungo viaggio e l’attraversamento di tre frontiere per arrivare fin lì da Montescudaio, borgo sulle colline pisane un migliaio di chilometri più a sud. Da lì a poco più di un mese sarebbe stato firmato, dai sindaci Aurelio Pellegrini e Gerhard Schumann, un patto di gemellaggio tra i due comuni che dura ancora oggi. A livello dello sport mondiale, però, quel 10 giugno 1984 ha un valore ben diverso: proprio ad Eberstadt, infatti, quella delegazione vide un atleta cinese, Zhu Jinahua, battere il record mondiale di salto in alto, volando a 2 metri e 39 centimetri. «Per Eberstadt quell’evento era un vero vanto. Una comunità così piccola (circa 3200 abitati ndr), ospitava un meeting internazionale di salto in alto - spiega Aurelio Pellegrini, ex primo cittadino di Montescudaio - Io e altri pochi delegati fummo invitati proprio per assistere a quell’evento. Potete immaginare cosa accadde quando quell’atleta cinese, che dormiva al piano di sopra dell’hotel Krone dove ero ospite anche io, fissò il record mondiale». Un'altra epoca, tanto che la notizia faticò non poco ad uscire dalla Germania. «Non c’erano cellulari, non c’erano social network e le notizie non circolavano con la velocità di oggi - spiega Loris Caprai, ex consigliere comunale e assessore di Montescudaio e testimone oculare dell’evento - provammo invano da una cabina telefonica a dare la notizia alla Domenica Sportiva. Io riuscii comunque ad avere l’autografo da quell’atleta straordinario».

A distanza di 31 anni un ragazzo italiano tutto strano, giusto per dirne una gareggia con una metà del volto completamente rasata e l’altra con la barba incolta, si è avvicinato a soli 2 centimetri da quel vecchio record, battendo comunque il primato nazionale. Non c’erano italiani questa volta, ad esclusione dell’italo-tedesca Dora Caprai, moglie dell’ex consigliere. Proprio ad Eberstadt, legata ancora di più a doppio filo all’Italia anche per quel gemellaggio in piedi da oltre tre decenni.

I record mondiali sono stati battuti, il muro di Berlino non c’è più e ora le notizie volano sui social. Ma quel patto, più forte che mai, ancora resiste al passare delle generazioni.

Alessandro Bientinesi

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