Gioco
Attacco, la Viola ora sfoglia la margherita
A breve la stretta su Borini e Kalinic (o tutti e due) Gomez: niente presentazione, a Firenze portò male
FIRENZE. Ore frenetiche per regalare alla Fiorentina un nuovo attaccante. Due sono i principali candidati a vestire nelle prossime ore la maglia viola: da una parte c’è Fabio Borini, 24 anni, di proprietà del Liverpool, dall’altra il croato Nikola Kalinic, ventisettenne in forza agli ucraini del Dnipro. La società viola ha fatto, per entrambi, più di un sondaggio.
Tanti occhi su Borini. L’italiano è il profilo che più piace: partecipa al gioco, si batte col coltello tra i denti e non ha bisogno di essere richiamato per accorciare la squadra. Sulle sue tracce c’è forte il West Ham ma anche la Lazio, che potrebbe tornare a investire sul mercato offensivo in caso di passaggio del turno ai playoff di Champions League. In questo caso, tuttavia, la Fiorentina ha la tempistica dalla sua. Il Liverpool ha chiesto la cessione a titolo definitivo e l’offerta avanzata è stata di cinque milioni, a cui andrebbero a sommarsi i bonus in caso di raggiungimento di determinati obiettivi, individuali e di squadra.
L’opzione Kalinic. Più oneroso sarebbe invece arrivare al croato, cento gol in carriera nelle 248 gare giocate fin qui. Pur conoscendo molto bene il terreno internazionale - ha segnato il gol del momentaneo 1-0 degli ucraini nell’ultima finale di Europa League, persa poi contro il Siviglia - dovrebbe ambientarsi in pochissimo tempo in Italia. Di certo, tatticamente è una prima punta e potrebbe anche sostituire, se necessario, Babacar. Potrebbero arrivare anche entrambi, ma solo a condizione che la Fiorentina ceda Rebic e Ilicic, per il quale la società viola chiede una cifra i 7 e i 9 milioni di euro. Oggi, con il rientro alla base anche del tecnico Sousa, si metterà in atto la stretta finale.
Rossi e’ pronto. Giuseppe Rossi lancia la sua sfida al campionato. Un po’ per rivincita, lui che l’ultima gara in una competizione ufficiale l’ha giocata contro il Torino nel maggio 2014, e soprattutto per convinzione. «Nelle prime partite giocate ho avvertito buone sensazioni – ha detto visitando l’Expo di Milano – posso dire che sto finalmente tornando. Sono molto contento di come stiamo andando. La squadra sta bene e non vediamo l'ora di iniziare il campionato: mancano solo due settimane e speriamo di fare una grande stagione». Le vittorie contro Barcellona e Chelsea, senza trascurare quella col Benfica arrivata ai rigori, quegli undici metri che lo scorso campionato erano stati tanto maledetti, hanno rafforzato l’entusiasmo del gruppo: «Anche se si tratta di amichevoli estive – dice Pepito – i successi hanno comunque un valore perché stiamo parlando di avversari importanti. Sono vittorie che ci danno morale, che aumentano la consapevolezza di poterci battere anche contro le big del calcio e che, più di ogni altra cosa, ci indicano che con il lavoro di Paulo Sousa stiamo facendo passi in avanti: in fondo siamo solo all’inizio e dobbiamo ancora crescere». Rossi ha fame di tornare protagonista: «Mancano due settimane al via – continua – e non vedo l’ora di cominciare». Ora toccherà al tecnico viola centellinarne le forze. I suoi allenamenti sono sempre monitorati e l’obiettivo è di ritrovare la condizione ottimale entro la seconda metà di settembre.
Gomez scaramantico. Mario Gomez, intanto, si dice soddisfatto del prestito per un anno al Besiktas. Vuole riprendersi tutto, fiducia in se stesso e Nazionale, per poi far rientro a Firenze e decidere del suo futuro. «Ho chiesto che non fosse fatta la presentazione – ha detto – perché a Firenze non ha portato molto bene. So che il campionato turco non è al livello della Bundesliga, della Serie A, della Premier. Qualcuno potrebbe interpretarlo come un passo indietro, ma io sono convinto che sia la strada giusta per ricominciare».
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