Il Tirreno

Livorno

E Spinelli preferisce il casinò ai cinesi

Fabrizio Pucci
E Spinelli preferisce il casinò ai cinesi

Niente incontro con la cordata orientale per la vendita, ma i contatti proseguono

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LIVORNO. Il solito weekend monegasco. La regola presidenziale della minivacanza nel Principato di Monaco non ha conosciuto deroghe neanche stavolta. Il cellulare di Spinelli ha squillato a vuoto con il classico suono di chi si trova all'estero. Rispetta la consegna del silenzio il patron, ma non per via dell'ennesimo down umorale. A questo giro deve essere una scelta precisa, per evitare di parlare dell'argomento caldo di questi giorni: la trattativa con i cinesi. Massimo riserbo. La formuletta che viene spesso applicata a delicate indagini di polizia può essere usata nelle vicende amaranto di questo periodo. Gli attori protagonisti non parlano.

Neanche l'avvocato Morini, intermediario per la cordata di imprenditori orientali, è loquace. Non rilascia dichiarazioni ufficiali a causa di un vincolo di riservatezza che intende rispettare. Inutile perder tempo in ulteriori tentativi infruttuosi anche se – di certo – lui si trova in Italia per cui ieri non c'è stato il famigerato incontro tra le parti.

Lavoro oscuro. Dipinta così la situazione sembra bloccata, cristallizzata. Ma questa è solo una considerazione di superficie. Nei fatti c'è la netta sensazione che il gruppo cinese voglia davvero aprire un tavolo della trattativa con Spinelli che parte dalla portualità e che di conseguenza coinvolge anche il Livorno Calcio. Insomma saremmo in presenza di un progetto ad ampio respiro che però – per sua stessa natura – ha bisogno di tempo e lavoro certosino per essere portato avanti.

Il futuro. Qualcosa, però sotto traccia si sta muovendo e – se i contatti tra le parti continueranno – capiremo se Spinelli ha davvero intenzione di cedere la società oppure no. O – terza ipotesa, quella ventilata dallo stesso pres – rimanda anche questi interlocutori alla prossima primavera quando il campionato volgerà al termine. Infine resta da stabilire quando decadrà il vincolo di riservatezza e i soggetti interessati all'acquisto del Livorno usciranno allo scoperto.

Sotto effetto Pavia. Mettiamo il carro davanti ai buoi. Se il gruppo cinese riuscisse davvero a prendere il Livorno, la società amaranto non sarebbe l'unica in Italia in mano a imprenditori orientali.

Un gruppo cinese infatti nel luglio del 2014 ha acquistato il Pavia Calcio. Il presidente dei lombardi è tale Xiadong Zhu, che fa capo al fondo Pingy Shanghay Investment. Suo consigliere delegato è Qiangming 'David' Wang. Il Pavia l'anno scorso, alla prima stagione vista con occhi a mandorla, ha sfiorato la promozione in Serie B. Qui sarebbe possibile un'avventura del genere? Chissà. Forse sì. Intanto, però il presente è targato Spinelli e al momento anche il futuro è nelle sue mani.

Più delle trattative di cessione della società, adesso sono quelle per l'acquisto dei giocatori ad accendere la fantasia dei tifosi.

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di Redazione web