Il Tirreno

Livorno

L'affare cinese, la vendita del Livorno calcio passa dal porto

Gianni Tacchi
Aldo Spinelli
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Aldo Spinelli

Livorno, nuovi sviluppi sulla cessione della società a un gruppo asiatico interessato: più che al pallone al business industriale di Spinelli sulla banchine

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LIVORNO.  C’è una certezza: i contatti fra Aldo Spinelli e il gruppo cinese, iniziati alcuni mesi fa, proseguono. Principalmente per alcuni affari a livello imprenditoriale, ovviamente nell’area portuale. Si parla di una trattativa importante, non chiarissima perché vincolata da un accordo di riservatezza, che va avanti da tempo e che continuerà nelle prossime settimane. Le parti si sentono spesso, una situazione che conferma tutto l’interesse – per questi imprenditori orientali – di investire in Italia, dove puntano alcune attività portuali. E il Gruppo Spinelli, la storica azienda del presidente amaranto, sta ascoltando. Ma dov’è il Livorno in questo quadro? Nei colloqui tra Spinelli e il gruppo cinese, durante la scorsa primavera, è emersa la possibilità di una cessione del club. La vendita non è quindi al centro di questa trattativa, ma è un discorso strettamente legato. Da non sottovalutare.

Partita aperta. Stavolta – a differenza di altre trattative fallite negli ultimi anni – siamo quindi partiti da un affare industriale per finire poi a parlare di calcio. Che è la via più semplice per finire in prima pagina, farsi conoscere nel territorio e acquistare una certa credibilità. La priorità, per queste persone, resta comunque l’investimento nel cerchio portuale. Ma rilevare una società di calcio, tra l’altro sanissima e senza alcun debito, può portare grossi ritorni a livello di immagine. E le ultime novità sul Milan, nonostante le ovvie proporzioni, sono lì a testimoniarlo.  La partita è quindi aperta, anche se si gioca principalmente sulla banchina, tra terminal e container. Il pallone può entrare in scena, in modo perentorio, tra un po'.
Ma sicuramente è una possibilità concreta, non una barzelletta.

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Il ruolo di Morini. Negli ultimi mesi è uscito spesso il nome del legale livornese Andrea Morini, advisor – qualche anno fa – nell’operazione collegata alla privatizzazione della Toremar.  Vicino al gruppo cinese, l’avvocato labronico è in contatto con Spinelli, ma solo ed esclusivamente per la questione portuale. Una sorta di intermediario, che si occupa soltanto della parte industriale. Il calcio è entrato successivamente in questa trattativa, come già sottolineato, e non lo ha coinvolto. Presto sviluppi? Contemporaneamente a questo affare con i cinesi, Spinelli è stato contattato da alcune persone per avere informazioni sulla cessione della società. Dall’avvocato bresciano Alessandro Nolli, legato ad alcuni imprenditori di Dubai, alla famiglia Calleri, passando per la pista con Franco Dal Cin in mezzo.

Tanti discorsi, pochi fatti. Come la scorsa estate, quando bussò l'imprenditore livornese Stefano Bandecchi, fondatore dell'Università Niccolò Cusano di Roma. «Mi sono rotto le scatole – ha ripetuto il patron amaranto negli ultimi giorni – nei miei uffici transitano decine di persone ma non si conclude mai nulla. Devo andare avanti un altro anno, ormai è troppo tardi per vendere la società». È vero, la nuova stagione è alle porte e il mercato – seppur basato solo sui prestiti e fatto con un budget tendente allo zero – ha già portato parecchi giocatori. Ma questo non esclude nuovi contatti per la cessione del club. Ci saranno sicuramente sviluppi sull’eventuale investimento portuale dei cinesi, roba forse secondaria per chi ha il cuore amaranto. O forse no, perché è tutto legato. Mare e pallone, in fondo Livorno è questa.

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