Gioco
«La nostra acqua è perfetta per tutti gli atleti»
Rajman, già leggenda del volley italiano, spegne le polemiche sui presunti inquinamenti dei bacini
KUALA LUMPUR. «L'acqua di Rio de Janeiro è la stessa di quella dove, da 20 anni a questa parte, si gareggia per i Mondiali di vela e negli altri sport acquatici. È sempre stata perfetta per tutti gli atleti. Adesso è venuto fuori questo problema, ma non cambierà le cose: alla fine dei Giochi, i bacini di Rio saranno elogiati tantissimo, come è sempre accaduto».
A Bernard Rajzman luccicano gli occhi quando si parla di Olimpiadi nella “sua” Rio, ma la luce diventa opaca quando gli si fa notare che negli ultimi giorni il problema dell'inquinamento dei bacini ha fatto il giro del mondo, suscitando non pochi timori. Rajzman, anima delle Olimpiadi a Rio, membro del Cio, componente la delegazione brasiliana presente a Kuala Lumpur anche per spegnere le polemiche e fornire ampie rassicurazioni, è una leggenda della pallavolo. Lo è stata anche in Italia, quando giocava nella Panini Modena. Il suo italiano è ancora buono e ci tiene a spiegare che la situazione non è come qualcuno vuole far credere. «Alla fine dell'anno scorso - dice - abbiamo organizzato un test-event di vela, con tanti atleti italiani che alla fine hanno elogiato gli organizzatori, così come hanno fatto gli altri venuti da ogni parte del mondo. È davvero strano come a un certo punto si tirino fuori certe storie. Con quali intenzioni?». Giudica «nella norma» la marcia di avvicinamento alle Olimpiadi 2016. «Direi che il cammino prosegue bene - ammette - e tutto sarà pronto per l'inizio della rassegna. Le infrastrutture dovranno essere pronte a tempo debito, se dovessero esserlo mesi prima diventerebbe un problema: troppo costoso mantenerle. Mi riferisco al villaggio olimpico e a tutte le altre opere previste. Per questo rimaniamo perfettamente nei tempi previsti. Per la realizzazione delle opere non c'è alcun problema. Rio è una città che aspetta a braccia aperte le persone da tutto il mondo, oltre che dal Brasile. Accoglierà tutti con la capacità che possiede un popolo unito». In Brasile si critica tanto, come in Italia, ma «alla fine le cose si fanno bene». «La Coppa del mondo di calcio dell'anno scorso lo conferma - rileva Barnard Rajzman che ha disputato tre Olimpiadi -; la gente diceva che le strade non sarebbero state pronte, che sarebbe mancato tutto, alla fine è stato un successo». E poi «voglio sfatare un luogo comune: il Brasile non è Paese fondato sul calcio. Io la penso diversamente: lo sport numero uno da noi è la pallavolo».
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