A Genova per un summit di mercato
Panucci chiederà altri rinforzi, Spinelli potrebbe anche pensarci...
LIVORNO. Dicono che il calcio d’estate sia falso come i soldi del Monopoli, però vincere fa sempre bene. A tutti. Al gruppo, che acquisisce fiducia nei propri mezzi e la consapevolezza di aver imboccato una buona strada. All’umore del presidente che – archiviate le fantomatiche trattative estive – sembra volgere al sereno-variabile e soprattutto ai tifosi. Sì a loro, nessuno escluso. A quelli che l’altra sera hanno assistito dal vivo al blitz di Cannes e a quanti stanno trascorrendo l’estate in attesa di una scintilla che sappia riaccendere un minimo di passione. La vittoria è la panacea di tutti i mali. Mette d’accordo anche i più accesi sostenitori delle due fazioni in cui – inutile nascondere una realtà acclarata – è divisa la tifoseria: pro e contro Spinelli, martedì sera alle dieci e mezzo erano tutti felici. Le buonissime sensazioni provenienti dalla Francia sono le fondamenta su cui la società è chiamata a continuare a lavorare.
Il summit. Il primo passo nella direzione del consolidamento della rosa sarà compiuto a breve. Tra oggi e domani negli uffici del Gruppo Spinelli è in programma una riunione a cui parteciperanno il presidente, il ds Signorelli e Christian Panucci. Fino ad ora è tutto filato liscio. I giocatori richiesti da Panucci sono arrivati e lui con i suoi uomini sta dimostrando di saperci fare. Ora bisogna insistere seguendo questa stessa logica che sembra essere proficua: l’allenatore dà indicazioni precise e la società cerca di accontentarlo.
Le strategie. Spinelli non transige: quest’anno il Livorno sarà low cost. Eppure lui stesso a inizio settimana ha parlato di «una o due ciliegine» per guarnire una rosa che giorno dopo giorno gli sta piacendo sempre di più. Difficile chiedergli la luna, ma se il pres ritrova un pizzico d’entusiasmo può portare in amaranto i giocatori che servono a Panucci per alzare il livello qualitativo dell’organico. Sono quattro i tasselli da mettere nel mosaico: un difensore d’esperienza, un centrocampista che porti in dote chili e centimetri in un reparto di pesi piuma, un esterno d’attacco è una punta centrale veloce e «ignorante». Non sono pretese assurde specie se si vuole appiccicare al Livorno l’etichetta di mina vagante del campionato. A Genova saranno indicati gli obiettivi dell’ultimo mese di mercato da perseguire senza fretta. Il campionato inizia tra cinque settimane e dalla serie A stanno per uscire decine di giocatori in esubero. Insomma: un bel Livorno si può fare.
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