Toscana
Il sincro non è solo roba per donne...
Giorgio Minisini nella storia: vince il bronzo insieme a Manila Flamini nella prima volta del «misto» ai mondiali di nuoto
Si è innamorato del nuoto sincronizzato guardando volteggiare nell'acqua Bill May. Sono passati anni da quando l'americano, star del sincro declinato al maschile, ha lanciato con grazia e tecnica da grande atleta la battaglia contro la discriminazione al contrario in una disciplina tutta femminile: ora il sincro misto è ai mondiali e anche Giorgio Minisini ha coronato il suo sogno. L'azzurro è andato anche oltre, perché non solo regala all'Italia uno storico bronzo alla rassegna iridata di Kazan in coppia con Manila Flamini, ma sale sullo stesso podio in cui il campione a stelle e strisce a 36 anni finalmente può mettersi l'oro al collo.
Nella gara in cui il sincro misto fa il suo esordio nell'acqua che conta, il diciannovenne di Ladispoli, cittadina sul mare alle porte di Roma, ripercorre come in un flashback i suoi primi passi in acqua a meno di sei anni: una passione ereditata da mamma Susanna, sincronette, ma trasformata in sport quando proprio a Roma nel 2000 vide May esibirsi in piscina. E sulle orme di quello che ha sempre considerato un mito, l'azzurro si è fatto strada, insieme alla disciplina approdata ai mondiali. È festa anche per l'Italia del nuoto in assoluto che conquista la medaglia numero 100 ai mondiali (27 ori, 32 argenti e 41 bronzi) e per il sincro, che proprio grazie al duo uomo-donna conquista la sua seconda medaglia mondiale dopo il terzo posto di Beatrice Adelizzi nel libero a Roma 2009.
Sulle note di Robot Boys di Dubstepic la veterana Flamini («Ci ho messo sei mondiali per salire sul podio» dice con gli occhi lucidi per l'emozione) e l'esordiente Minisini chiudono a 86,3640 alle spalle degli americani Christina Jones e Bill May e dei russi Darina Valitova e Aleksandr Maltseve, che vengono scavalcati dopo i preliminari e si piazzano secondi (88,2986). «È un'emozione unica, indescrivibile, mai provata - dice Minisini - prima l'introduzione del sincro misto ai campionati mondiali; poi il sostegno della Federazione al progetto italiano che mi coinvolge; la solidarietà delle mie compagne di Nazionale che hanno accettato un novellino ripartendo da zero e mettendo a disposizione tutta la loro esperienza; quindi l'esibizione davanti ad 8.000 persone e la medaglia». Una strada che Minisini ha percorso con passione e tenacia: tra pregiudizi e diffidenza, con tenacia e tecnica. Con il mito May si è anche allenato: È un fuoriclasse, è grazie a lui se esiste il sincro misto«. E a chi giudica negativamente questo sport Giorgio, che pratica anche il taekwondo, risponde con le sue dieci ore di allenamento quotidiano: «Le persone che giudicano negativamente non sanno i sacrifici che compiamo. Non so quanti atleti potrebbero reggere 10 ore di allenamento e lunghi collegiali per trattenere il respiro nel momento di massimo sforzo, rimanere elastici e fluidi quando si è esausti, seguire la musica quando tutto intorno diventa ronzio».
Nessuna sorpresa nel duo femminile. La finale della routine tecnica non modifica le posizioni dei preliminari, con Linda Cerruti e Costanza Ferro che chiudono la loro esibizione al settimo posto con 87,5775 punti (esecuzione valutata 26,5; impressione artistica 26,8 ed elementi 34,2775) rispetto agli 87,6477 punti delle eliminatorie (26,4 + 26,4 + 34,8477). Un ulteriore passo in avanti per le azzurre ottave in occasione dell’esordio a Barcellona 2013 in ex aequo con le britanniche Olivia Federici e Janna Randall.
Medaglia d’oro alle russe Natalia Ishchenko e Svetlana Romashina), avanti con 95,4672 punti alle cinesi Huang Xuechen e Sun Wenvan e alle giapponesi Yukiko Inui e Risako Mitsui.
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