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Auto sulle transenne, paura e spari

Auto sulle transenne, paura e spari

La polizia interviene in Place de la Concorde: «Ma il terrorismo non c’entra nulla»

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PARIGI. Attimi di paura a Parigi nel giorno dell'arrivo del Tour de France. La polizia francese è intervenuta, aprendo il fuoco, contro un'auto che ha cercato di sfondare le transenne tra Place de la Concorde e gli Champs-Elysées, tappa finale della gara ciclistica, dopo aver urtato un altro veicolo. Gli inquirenti francesi ancora indagano ma, almeno dai primi elementi raccolti in attesa di setacciare le immagini della videosorveglianza, «sarebbe esclusa l'ipotesi di un attacco terroristico». L'uomo alla guida dell’auto che in questa uggiosa giornata parigina, con temperature ben al di sotto della media stagionale, ha cercato di sfondare il perimetro di sicurezza è ricercato e potrebbe essere ferito. Gli agenti, alcuni parte del servizio di guardia del Tour, avrebbero intimato al conducente di fermarsi ma l'uomo ha invece accelerato lanciando l'auto proprio verso di loro. La polizia ha sparato ma non è riuscita a neutralizzare del tutto il conducente, che è fuggito.

Secondo quanto riferito in tv da Luc Poignant, del sindacato SGP Police, «gli agenti si sono ritrovati stretti tra un bus e un taxi e hanno sparato per potersi liberare». L'auto, una Twingo nera immatricolata nelle Yvelines, un dipartimento del vasto hinterland della capitale, è stata poi ritrovata abbandonata, crivellata di colpi, non lontano dal luogo dell'accaduto. Secondo testimonianze raccolte dalla polizia, al momento della fuga sono uscite dall'auto quattro persone, due uomini e due donne.

«Per ora non c'è alcun legame confermato tra questo evento e l'arrivo del Tour», ha affermato il portavoce del ministero dell'Interno, Pierre-Henry Brandet. «Si tratta di un incidente minore che non aveva come obiettivo la gara e che in ogni caso non è riconducibile al terrorismo, ma solo al rifiuto di fermarsi ad un controllo della polizia, come siamo abituati a vederne tutti i giorni», ha precisato un agente. I fatti risalgono alle otto del mattino, molte ore prima dell'arrivo del Tour. Ma nella Francia blindata dopo gli attentati jihadisti di inizio gennaio, la minaccia (e la psicosi) legata al terrorismo resta molto elevata.

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