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andrea come aldo montano

«Un’altra medaglia a Livorno? Meglio due che una sola...»

«Un’altra medaglia a Livorno? Meglio due che una sola...»

MOSCA. «Un altro oro a Livorno dopo Montano? Meglio due che uno soltanto», ride divertito Andrea Baldini dopo il trionfo a Mosca. «Sono contento - continua il fiorettista labronico - ci tenevo a...

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MOSCA. «Un altro oro a Livorno dopo Montano? Meglio due che uno soltanto», ride divertito Andrea Baldini dopo il trionfo a Mosca.

«Sono contento - continua il fiorettista labronico - ci tenevo a vincere con una grande squadra. L'obiettivo era la qualificazione a Rio, che ormai è a portata di mano, e per questo serviva battere gli Stati Uniti ed entrare nelle otto finaliste. Poi, eravamo in ballo e abbiamo ballato. A Rio sarà difficile? Sicuramente, ma qui dovevamo ipotecare il pass e ci siamo riusciti».

Andrea Cassarà è sceso regolarmente in pedana nonostante una epicondilite al braccio armato che ne aveva pregiudicato la performance nell'individuale: «Ho fatto un'altra puntura prima di gareggiare - spiega il trentunenne bresciano dei carabinieri, oro individuale a Catania 2011 e recente vincitore degli Europei di Montreux - e devo ringraziare lo staff medico e i miei compagni, che mi hanno aiutato quando vedevo tutto nero. È un oro che dedico alla mia futura moglie Sissi, che mi ha sopportato e supportato».

Daniele Garozzo, uno dei talenti più interessanti della scherma italiana, ha tirato come un veterano: «Noi eravamo i più forti e dovevamo dimostrarlo, anche se non era facile - assicura il ventitreenne delle Fiamme Gialle, argento continentale - La mia grinta? Me l'hanno trasmessa i miei compagni di squadra più grandi». Stasera toccherà a lui pagare la cena ai colleghi: pizza e champagne, assicura Andrea Baldini.

Che, da autentico uomo squadra, riprende la parola per dedicare l'oro a Giorgio Avola, rimasto in panca nell'atto conclusivo: «Glielo dedico con il cuore, era nervoso perché avrebbe voluto stare in pedana ma si è rivelato fondamentale, preziosissimo per la squadra».

E proprio Giorgio Avola, ventisei anni, alfiere delle Fiamme Gialle, commenta: «Dedico questo titolo alla squadra, che nonostante le tempeste riesce sempre a ottenere grandi risultati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web