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Heritier, il pulcino della Juve arrivato dall’inferno del Congo

Heritier, il pulcino della Juve arrivato dall’inferno del Congo

Quando aveva 6 anni una coppia italiana lo ha adottato in un orfanotrofio, ora il piccolo centrocampista può sognare

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Da un orfanotrofio africano ai pulcini della Juventus. È un sogno che si realizza quello di Heritier, 9 anni e mezzo, figlio adottivo di una coppia della Val d'Ossola. In tre anni è passato dalla miseria e dai pericoli del Congo ad una famiglia che gli vuol bene e alla maglia bianconera.

La storia, lontana anni luce dai contratti a sei zeri del calciomercato di questa estate bollente, arriva da Cravegna, una piccola frazione di Crodo, in valle Antigorio Formazza, dove il Piemonte confina con la Svizzera. Da tre anni è lì che questo campioncino in erba vive con Michela e Sergio Pedrosi, i suoi genitori adottivi, che l'hanno portato in Italia nel giugno 2012. All'età di sei anni, da quando la madre naturale lo aveva abbandonato al mercato, il bambino era ospite dell'orfanotrofio della città di Boma.

Abitava in un villaggio a 800 chilometri da Kinshasa, tra pericoli e povertà. «Mi alzavo tutte le mattine all'alba e, prima di andare a scuola, dovevo fare mezzora a piedi - racconta - per andare a prendere l'acqua al pozzo. Poi un'altra ora di cammino per arrivare a lezione. Un giorno in classe fece irruzione una banda di giovani - ricorda - volevano ucciderci tutti. Fu mio fratello, di cui oggi non so più nulla, a salvarmi...».

La vita di Heritier è ricominciata a Cravegna, tra le le Alpi Lepontine, a migliaia di chilometri dal Centro Africa. Frequenta la scuola elementare a Crodo e ha ripreso a giocare a pallone: lo faceva già in Congo, dove correva dietro a una palla di stracci. I primi passi nella scuola calcio della Crevolese, società ossolana di I categoria. Un anno fa, durante un'amichevole nel Torinese, su Heritier - che fa il centrocampista - si sono posati gli occhi degli osservatori della Vecchia Signora. Heritier ha fatto ieri le visite mediche a Vinovo, dove ha firmato il cartellino che lo lega ai bianconeri. Ma non lascerà l'Ossola, la sua nuova casa. Continuerà a studiare a Crodo e si allenerà con la Crevolese, tranne due giorni la settimana, quando affronterà 360 chilometri, tra andata e ritorno, per allenarsi a Torino e giocare la domenica. «Non mi aspettavo questa chiamata della Juventus - dice il giovane, mostrando una maturità fuori dal comune -. Sono ovviamente contento e spero di divertirmi. Perché per me - conclude - il calcio è solo questo: divertimento...».

Tutto comincia uando mamma Michela e babbo Sergio lo vanno a prendere trascorrendo 12 giorni tra i mille pericoli di una nazione instabile, comandata da un generale despota, percorsa da mille pericoli. Qui, ogni giorno la vita è a rischio, specie per i bambini soli come Heritier. In Italia il piccolo Heritier si trova subito bene, studia alle elementari di Crodo, in una classe con pochi compagni con i quali si è ben integrato , e coltiva la passione per il pallone incoraggiato dai suoi nuov genitori.

Ora l’orfanotrofio resta un ricordo, la maglia bianconera il nuovo sogno di Heritier, giovanissimo centrocampista dai piedi buoni.

''Ma soprattutto – dice il presidente Edoardo Biggio - è una soddisfazione anche per noi, piccola società che dà la possibilità ai ragazzi di giocare a calcio. Nella speranza, questa volta realizzata, di arrivare a importanti traguardi''.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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