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E Matthew vinse la sfida delle Nike “speciali”

E Matthew vinse la sfida delle Nike “speciali”

16 anni, con una paralisi cerebrale, ha convinto l’azienda a produrre le scarpe che non si allacciano

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Un gesto semplice, quotidiano, che si compie con apparente nonchalance e ostentata indifferenza - come l'allacciarsi le scarpe - può a volte e per qualcuno diventare un problema insormontabile. Vale soprattutto per le persone con disabilità motorie che, giorno dopo giorno, non potranno mai vincere la sfida. È stato così per l'adolescente Matthew Walzer, oggi 16 anni e che frequenta la high school, nato prematuro e con una paralisi cerebrale, che un giorno ha pensato bene di scrivere una lettera alla Nike per chiedere una cosa semplice: realizzare un paio di scarpe da ginnastica fatte apposta per lui, che non si allacciassero. «Il mio sogno è andare al college senza dovermi preoccupare ogni giorno di avere qualcuno che mi allacci le scarpe - ha scritto Matthew nella lettera al Ceo della Nike e pubblicata dall'azienda americana - Ho indossato scarpe da basket Nike tutta la mia vita e posso indossare solo questo tipo di calzature perché ho bisogno di un supporto alle caviglie per camminare. Ho 16 anni e sono in grado di vestirmi completamente e in maniera autonoma, ma i miei genitori devono ancora allacciarmi le scarpe. Come un adolescente che si sforza di diventare totalmente autosufficiente, trovo tutto questo estremamente frustrante e, a volte, imbarazzante». Per questo, concludeva la lettera, «volevo semplicemente informarvi che c'è chi, come me, ha un gran bisogno di un tipo di scarpe diverse». Detto fatto, la lettera di Matthew è così finita nelle mani di uno dei designer più celebri del mondo, Tobie Hatfield, che già aveva lavorato in passato per dei progetti per alcuni atleti paralimpici e che si è messo subito all'opera e in tre anni di lavoro ha prima messo in cantiere e poi realizzato la Nike Flyease. La ciliegina per il giovane americano, amante come tutti i suoi coetanei degli assi dell'NBA, è stato poi conoscere LeBron James, il suo preferito, la cui calzatura ha fornito il supporto alla caviglia di cui Matthew aveva bisogno.

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di Redazione web