Gioco
Cambiano allenatore e modulo ma gli azzurri sono quelli di sempre
MONTELUPO. Cambia il direttore d’orchestra, cambiano alcuni intepreti, cambia anche lo spartito. Alla prima uscita della stagione 2015/2016, però, scopri che il nuovo Empoli non è poi tanto distante...
MONTELUPO. Cambia il direttore d’orchestra, cambiano alcuni intepreti, cambia anche lo spartito. Alla prima uscita della stagione 2015/2016, però, scopri che il nuovo Empoli non è poi tanto distante da quello vecchio.
Le certezze e la sorpresa. La curiosità legata all’esperimento del 3-5-2, infatti, va avanti il giusto. Perché i meccanismi difensivi sono ovviamente da rivedere (basta pensare che il Montelupo di Cei si radunerà solo fra un mese per affrontare il campionato di Seconda categoria) ma soprattutto perché l’interpretazione è praticamente identica allo scorso anno: pressing, difesa altissima e in avanti spazio alle invenzione alle giocate in verticale. Giampaolo, addirittura, conta fino a 5 quando l’Empoli perde palla: è il tempo entro cui bisogna rientrarne in possesso o comunque sporcare le giocate avversarie. In questo contesto, poi, ci sono le certezze di sempre. Come Saponara (che gioca addirittura di punta) e Maccarone, che si cercano e si trovano spesso. Come Mario Rui, che come quinto di sinistra sfonda che è un piacere. Ma c’è anche una sorpresa: si chiama Diousse, è del 1997, ma si prende il posto che fu di Valdifiori e dimostra di avere le doti per diventare un altro gioiello da esporre in vetrina.
Coperta corta. Buono anche il debutto di Bittante, che entra nella ripresa sulla corsia di destra e dispensa assist, mentre un altro dei pochi volti nuovi, il bosniaco Krunic, presenta il biglietto da visita sul tramonto del match, con un bel gol di destro al volo e si ripete allo scadere firmando la decina tonda tonda. È un avvio incoraggiante, insomma, soprattutto perché quello che Giampaolo dice poi si vede concretamente. Il problema, semmai, ad oggi resta quello della coperta corta. Perché con alcuni elementi fuori per precauzione (Skorupski, Tonelli, Dermaku e Mchedlidze), proprio Giampaolo è costretto a inventarsi Signorelli difensore centrale, nel primo tempo, Saponara attaccante e via dicendo. Che sia 4-3-1-2 o 3-5-2, insomma, c’è bisogno di inserimenti in tutti i reparti.
Il benvenuto. Al ds Carli e al suo staff, che comunque non hanno mai nascosto le necessità del gruppo, il compito di intervenire. Intanto, però, fra le luci della prima uscita ci siamo lasciati forse quella più interessante per il finale: dopo meno di 15 minuti partita dagli ultrà presenti al Castellani di Montelupo è partito un coro per Marco Giampaolo. Il messaggio del popolo della Maratona, insomma, è chiaro: tu sei l’allenatore, noi siamo con te. E, forse, non poteva esserci inizio migliore.
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