Gioco
Rugby, svelata la sinergia Si chiamerà «Granducato»
Mercoledì in Fortezza la presentazione dell’Accademia di formazione per ragazzi Fraddanni (Lions) replica al Livorno Rugby: «Possono aderire a una giusta causa»
LIVORNO. Si chiamerà Granducato Rugby la nuova società di formazione tecnica che sta nascendo nel mondo della palla ovale cittadina e non solo. Mercoledì prossimo alle ore 19, nella sala Ferretti della Fortezza Vecchia ci sarà la presentazione del nuovo sodalizio, al quale sono invitati tutti gli interessati, nonché l’assessore allo Sport Nicola Perullo. Intanto, i Lions Amaranto, aderenti al nuovo progetto, rispondono al comunicato diffuso in settimana dal Livorno Rugby. Carlo Ghiozzi, presidente degli Etruschi Livorno, annuncia il nome della nuova società ideata assieme ai Lions, che si occuperà esclusivamente di settore giovanile. Così dichiara il comunicato diffuso dal presidente verdeamaranto: «Genitori e atleti del 1997-1998-1999-2000-2001 (under 16-18): siete tutti invitati alla presentazione della nuova società di formazione tecnica "Granducato Rugby Asd", che si svolgerà mercoledì 22 luglio alle ore 19 presso la Sala Ferretti della Fortezza Vecchia di Livorno. Saranno presentati i quadri dirigenziali e tecnici e sarà illustrato il programma che partirà a breve in previsione anche dei barrage under 16 per l'accesso al campionato élite».
Dunque, ci siamo: svelato il nome del nuovo sodalizio, non resta che conoscere tutti i nomi di chi lo promuove e gli obiettivi che si pone nel medio e lungo periodo. A inizio settimana il Livorno Rugby, che non aderisce al progetto, aveva emanato un comunicato per esprimere il proprio disappunto, indirizzato soprattutto ai Lions Amaranto, circa le modalità secondo le quali sta nascendo la nuova società rugbistica.
Ecco allora la replica del consiglio direttivo della società amaranto, presiduta da Mauro Fraddanni: «Leggere affermazioni pubbliche di questo tipo ci amareggia - spiega Fraddanni - ci fa dispiacere che si parli dell’educazione e della formazione atletica di ragazzi come fossero pedine. Non è e non sarà mai il nostro modo di operare. Noi siamo volontari, rubiamo il tempo alle famiglie e al proprio lavoro, non certo per apparire, non per interesse, tantomeno per soldi.
Il nostro mandato è fare il bene dei giovani atleti che praticano il rugby e che si aspettano di ricevere insegnamenti, modelli e valori, dando spazio a tutti, bravi, meno bravi, belli e brutti.
Abbiamo sempre accolto tutti, abbiamo lasciato libero chi non voleva più stare con noi e soprattutto non abbiamo mai messo in atto contatti impropri con atleti di società limitrofe (chi afferma il contrario faccia nomi e cognomi se può). E’ invece realtà che negli anni abbiamo sempre operato congiuntamente con società che condividevano con noi gli stessi ideali, Pontedera, Pisa, Spezia. E sempre i ragazzi ne hanno tratto vantaggi, nello sport e nell’amicizia. Adesso stiamo aderendo ad un progetto che unisce, i cui dettagli, non ancora noti al pubblico, sono stati malamente ipotizzati da chi non ne vuole far parte. Un progetto che mette al centro i ragazzi, la loro voglia di imparare, di emergere, di giocare a rugby, di stare in sana compagnia. Un progetto dove tutte le società possono partecipare, a cui può tranquillamente aderire anche il Livorno Rugby 1931, condividendo gli stessi ideali, in maniera paritaria, facendo alcuni passi indietro come tutti, per una giusta causa. Ai Lions non piace partecipare a inutili litigi tra dirigenti. Lasciamo questo divertimento ad altri, siamo abituati a costruire e non a demolire, sempre nel bene dei ragazzi. Dopo questo testo non ne seguiranno altri».
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