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La pedalata finisce tra i veleni «Il vincitore ha usato il motorino»

La pedalata finisce tra i veleni «Il vincitore ha usato il motorino»

L’accusa sul podio da parte del secondo classificato, Da Castagnori: «Ho sentito uno strano ronzio» Ugolini, il primo, si difende: «Lo giuro, niente aiuti». La giuria esaminerà le foto lungo il percorso

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La Prato-Abetone numero 34 diventa un thrilling. A passare per primo sul traguardo dell'Abetone dopo 94 km è stato Gianni Ugolini (Bhoss King Bike Empoli) in 3:05:31 ma il secondo classificato Marco Da Castagnori (Genetik Cycling Team) ha messo in dubbio la regolarità della pedalata dell'avversario per un presunto aiuto di un motorino elettrico all'interno della bicicletta. Al terzo posto arriva Daniele Pretini (Ciclo Team San Ginese) cheha preceduto in volata Alessio Gori (Olimpia Cycling). Nel femminile bissa il successo dello scorso anno Chiara Turchi (Gs Ramini) in 3:35:33 davanti a Letizia Romanacci (Freccia 18 Il Gragario) e Annalisa Frulli (Agliana Ciclismo). Più di 800, tra cicloamatori e cicloturistici, al via a Prato per questa edizione che passava sulle strade del Giro d'Italia e gara nella gara il tragitto dalla Lima all'Abetone di 18 km che ha visto Giacomo Sansoni (Olimpia Cycling) avvicinare il tempo dei campioni in 44'07" (rispetto ai 35'17") seguito con 45'11" da Fabio Cini (Genetik) e Simone Orsucci che ha percorso il tragitto rosa in 46'35".

«Come al solito la Prato Abetone è una corsa molto seguita e dove tutti vogliono vincere - spiega il presidente della Lega Ciclismo della Uisp di Prato,Giampaolo Mancini - al termine la bicicletta del primo classificato è stata controllata ma la giuria esaminerà con attenzione le fotografie durante la gara. Questa è una corsa amatoriale e sarebbe assurdo aiutarsi con sistemi diversi dalla semplice pedalata, lo spirito di questa gara è quello di partire dalla pianura per arrivare in montagna. Nello spirito della lealtà e della correttezza che ci ha sempre contraddistinto faremo ulteriori controlli. Per ora vogliamo stare alla buona fede delle persone».

«Assicuro che non ho utilizzato meccanismi particolari - spiega il vincitore Ugolini - e che ho sempre partecipato a questa corsa a cui sono legato». Molto contrariato Marco Da Castagnori. «Mentre pedalavo sentivo un piccolo rumore - dice - e ho molti dubbi sulla sua prestazione». Umore completamente differente nella gara femminile con Chiara Turchi che è super contenta della sua prestazione. «Questa gara è bella e permette di salire in maniera continua - spiega - è chiaro che vincere è sempre bello soprattutto quando stai bene». Tra le società ha vinto Agliana Ciclismo davanti a Olimpia Cycling Team e Io Bici mentre molto applaudita la premiazione dei disabili con Francesco Trasacco (Ciclis Taddei) che precede il compagno di squadra Massimliano Marconcini e Gianfranco Terni. Si è disputato anche il circuito Master Tricolore con in questo caso due percorsi uno medio con traguardo alla Lima e l'altro con arrivo all'Abetone. «Siamo molto soddisfatti e tutto è andato per il meglio con ristori ai momenti giusti - spiega Angelo di Chianciano Terme - e attenzione ai ciclisti per quanto riguarda il pasta party. Era la prima volta che partecipavo alla Prato Abetone e devo fare i complimenti all'organizzazione perchè riescono davvero a sostenere tutti i partecipanti con i loro tanti volontari». Per la speciale classifica che vedeva il podio pratese è stato Salvatore Rivo (Ca Montemurlo) a vincere davanti a Salvatore Vasco (San Paolo) e Franco Fusco ( Pedale Biancazzurro) mentre tra le donne la vincitrice è stata Selene Muccelli (Io Bici). Consegnati dall'organizzazione alla Dynamo Camp con un assegno 1.500 euro per aiutare i bambiniche partecipano ai camp organizzati dalla Onlus di Limestre. «La Prato-Abetone è una corsa che porta i ciclisti dalla città alla montagna e mette in strada più di 800 ciclisti che vogliono sfidare se stessi - spiega l'ideatore Silvano Melani - tanti volontari e amici, dalle istituzioni agli sponsor, che permettono di organizzare questo evento. Un grazie a loro e a chi crede nel sano ciclismo. La passione è tanta ma certe volte se si va oltre c'è il rischio che possa montare dei dubbi. Ora lasciamo passare questo momento e poi decideremo cosa fare tutti insieme»..

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di Redazione web