Il Tirreno

Livorno

«Altri 3-4 acquisti e sarà un bel Livorno»

di Alessandro Bernini
«Altri 3-4 acquisti e sarà un bel Livorno»

Panucci è carico: sta nascendo una squadra di qualità

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LIVORNO. La faccia è quella giusta. Aggressiva, carica, entusiasta. Idee chiare, pochi giri di parole e tanta voglia di lavorare. Sotto questo profilo non potevamo trovare un allenatore migliore di Christian Panucci. Poi è chiaro, ci sono i risultati, e tutto viene travolto dai verdetti del campo. Ma il primo giorno di scuola, con Panucci alla cattedra, è stato molto intrigante.

Bentornato Christian

«Grazie, ma da qui non me ne sono mai andato».

Beh, c’è mancato poco. Spinelli mica la voleva confermare...

«Non so. Quel giorno a Genova il presidente mi ha attaccato, eppure non mi ha dato la sensazione di volermi mandare via».

Quella sconfitta di Pescara era rimasta indigesta.

«Indigesta? Quello è un mattone sullo stomaco. L’ho detto subito alla squadra: “non penserete mica che abbia dimenticato Pescara?” Nel calcio si può perdere in tanti modi, non così».

Meglio non pensarci più. Stagione nuova, vita nuova e...?

«E testa bassa, perché qui c’è da pedalare tanto. Sono contento dei nuovi acquisti, molto contento, ma è chiaro che manca ancora molto. Però mi piace come sta nascendo questo Livorno, vedo quella qualità che lo scorso anno ci è mancata».

Quindi i nuovi acquisti ti convincono?

«Sì, molto».

Partiamo da Schiavone.

«Ragazzo serio, professionista vero, uno bravo a far girare al meglio la squadra».

Palazzi.

«Uno dei migliori, se non il migliore, centrocampisti dell’ultimo campionato Primavera. Mi piace».

Comi.

«Grande lottatore, Livorno è la sua piazza ideale».

E fin qui ci siamo. Poi? Cosa serve?

«Dando per preso Calabresi, ci mancano due esterni d’attacco, un terzino sinistro e un centrale di esperienza. Anche perché vorrei fare il 4-3-3 e mi servono gli uomini adatti. Poi non sono matto, se non mi prendono gli esterni d’attacco cambierò progetto. Ma sono fiducioso».

Quello che ci chiediamo è: finora sono arrivati 4 giocatori in prestito, con stipendi molto bassi. Per un salto di qualità, servono altri 4 giocatori importanti, che probabilmente costano. E dunque bisogna spendere.

«Non è detto. Si possono prendere anche ottimi giocatori spendendo molto poco. Bisogna essere pronti. E comunque ho letto che il presidente è tornato a parlare di serie A, quindi anche lui vuole portare dei rinforzi di qualità».

Risposta ironica?

«No, no. Spinelli alla fine ci tiene sempre a fare la sua figura. In ogni caso ho comprato un attico sul porto di Genova, ci ho messo un mio uomo 24 ore al giorno: appena arriva una nave alla banchina di Spinelli, chiamo il presidente e gli dico che ora può comprarmi un giocatore».

Visto, il Livorno è la squadra coi conti migliori di tutta Italia.

«Non avevo dubbi. L’altro giorno mi ha detto che ha speso un mucchio di soldi, che l’ho svenato, ora gli mando questa notizia. Comunque, scherzi a parte, Spinelli gestisce le società da fuoriclasse. È stimolante lavorare con lui, l’importante è avere le idee chiare sugli obiettivi».

Torniamo alla squadra. Ceccherini ha chiesto di essere ceduto, anche Mazzoni ha il mal di pancia per il “no” al rinnovo di contratto e potrebbe andar via. Come la mettiamo?

«Sono due livornesi e finchè restano qui devono rispettare la maglia amaranto. Con Ceccherini ho parlato chiaramente, gli ho detto “dipende da te, ti devi tirare fuori tu da questa situazione, ti devi rimboccare le maniche e far vedere l’orgoglio. Perché sennò che sia Livorno, o Bari o Cagliari cambia poco”. Se sta bene è un giocatore importante, ma deve mettersi a posto di testa. Nel caso che resti con noi, sa già come funziona: se si allena bene gioca, se non si allena bene sta in panchina».

E Mazzoni?

«È un discorso diverso. Perché qui non si entra più nelle scelte tecniche ma in quelle societarie. La situazione è più complicata, non sono io la persona che può dare risposte».

Parliamo di Vantaggiato. Sembrava che lei non fosse convinto della sua conferma. Che cosa è successo davvero?

«Non ho detto che non volevo Vantaggiato a prescindere. Ho detto al presidente che io voglio attaccanti che corrono, che pressano i difensori, che fanno entrambe le fasi. Se Vantaggiato fa anche il lavoro per la squadra gioca, se invece non corre non gioca».

Vi siete anche sentiti al telefono, giusto?

«Sì, mi ha chiamato questa estate, mi ha spiegato la sua voglia matta di rimanere perché qui a Livorno si è trovato benissimo e mi ha dato la sua massima disponibilità al sacrificio. Se ho un attaccante che gioca con e per la squadra e segna 15 gol, sono l’allenatore più felice del mondo. Ho apprezzato molto la sua disponibilità».

Paura di perdere Moscati?

«Ci ho parlato davanti a tutti e gli ho detto di stare tranquillo, io sono sicuro della sua innocenza perché è un ragazzo che ha dei valori, così come la sua famiglia. La verità verrà fuori e spero non perdere neanche un giorno questo ragazzo».

Nell’ipotetico 4-3-3 considera Lambrughi un centrale o un terzino sinistro? Da questo dipende se c’è bisogno di un terzino titolare o riserva.

«Io non voglio riserve. Non voglio gente che si allena con la sicurezza che il sabato gioca perché in quel ruolo non ci sono alternative. La maglia bisogna sudarsela»

Lo scorso anno la squadra ha avuto periodi difficili sotto il profilo atletico.

«Nel calcio di oggi se non corri se sconfitto in partenza. Quest’estate i giocatori non immaginano neanche cosa li aspetta. Mi odieranno...».

Sono avvisati.

«Ah ma lo sanno di già. Mi ha chiamato Lambrughi qualche giorno fa e mi ha detto scherzando “mister, ma non porterà mica in ritiro anche il preparatore (Ciullini, ndr) che è venuto a gennaio con lei?”. Certo che lo porto. E se lo ricorderanno per un po’. Con me si lavora».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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