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Livorno, la nuova idea è Troianello

di Alessandro Bernini
Livorno, la nuova idea è Troianello

Primo contatto col Palermo per l’esterno d’attacco. Il difensore Calabresi a un passo, lui e Schiavone forse qui domani

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LIVORNO. Due volti nuovi entro giovedì, uno annunciato e uno anticipato, un nome nuovo spuntato ieri, in più dichiarazioni di Spinelli che fanno discutere. Col Livorno non ci si annoia mai.

In arrivo Calabresi. Come detto nei giorni scorsi, il Livorno ha messo le mani su Arturo Calabresi, classe 1996, difensore centrale che nell’ultima stagione è stato il pilastro della squadra Primavera della Roma. E che spesso è stato convocato anche da Rudy Garcia per la prima squadra.

La trattativa ha avuto una accelerata nelle giornata di ieri, il ds Signorelli sta chiudendo con la Roma e c’è la possibilità che Calabresi sia già a disposizione di Panucci da domani, nel raduno al Coni.

Una curiosità. Il ragazzo è figlio di Paolo Calabresi, una delle “Iene” di Italia 1.

Probabile che domani si possa vedere al Coni anche il regista Schiavone: manca l’ufficialità dell’accordo, ma il ragazzo è da considerarsi del Livorno. Entrambi arriveranno in prestito.

Situazione difesa. Per la difesa è evidente che serve comunque anche un centrale esperto, che sostituisca Bernardini. Il tutto aspettando di vedere cosa succederà con Ceccherini. Spinelli ha dichiarato che il ragazzo ha chiesto di essere ceduto, il Bari ha bussato alla porta ma offrendo quasi zero, per cui questa è una situazione che andrà valutata bene nei prossimi giorni. Ceccherini è giovane ma comunque in serie B è giocatore affidabile, chiaro che nel reparto adesso serve mettere esperienza.

Un flash anche sul portiere. Da Cagliari dicono che il Livorno stia monitorando Alessio Cragno, 21 anni, nazionale di categoria che adesso in rossoblù è chiuso dall’arrivo di Storari. Al momento in amaranto ci sono Mazzoni e Ricci, tutto dipende dal futuro di Luca.

Idea Troianello. Il reparto comunque sul quale ora bisogna lavorare di più, è quello degli esterni d’attacco.

Ieri c’è stato un contatto con il Palermo per Gennaro Troianello, 32 anni, sotto contratto (ultimo anno) con il Palermo ma reduce da una stagione in prestito al Bologna (10 presenze, 0 gol). Nelle ultime quattro stagioni è stato un vero portafortuna per chiunque lo ha preso: 4 campionati e 4 promozioni, rispettivamente con le maglie di Siena, Palermo, Sassuolo e Bologna.

Il meglio comunque lo ha dato a Sassuolo(2012-13) quando firmò una stagione da 43 presenze e 9 gol.

Acquisto fattibile? Lo stipendo è un bell’ostacolo, il Palermo dovrebbe contribuire pagandone una fetta sostanziosa.

Fedato e Rosso. Non è comunque svanita l’ipotesi che porta a Fedato della Sampdoria, il giocatore forse più gradito a Panucci, perché giovane (23 anni), nel pieno della freschezza atletica ma comunque con una certa esperienza di categoria.

Per Rosso la strada sembra più in discesa (Livorno e Toro si risentiranno la prossima settimana) ma è chiaro che sarebbe bene anche qui mettere dentro un giovane ma magari pure uno-due esperti.

Le parole di Spinelli. Intanto ieri Aldo Spinelli ha rilasciato alcune dichiarazioni a Tmw che lasciano abbastanza perplessi. «Sono stanco, vado per i 17 anni di presidenza. Questo deve essere l'ultimo. Se andiamo in A bene, sennò chiudo i battenti».

Ora, il fatto di chiudere i battenti lo sentiamo ripetere ormai da 10 anni, non è questo il punto. Piuttosto ci sembra abbia poco senso parlare di serie A. Con quale squadra dovremmo andare in serie A? Palazzi, Schiavone, Comi, Calabresi sono ragazzi bravi, giovani, che costano poco, tutti in prestito. Sinceramente parlare di promozione con la rosa attuale ci pare fuori luogo, oltretutto il rischio è quello di dare false illusioni o di mettere pressioni su ragazzi quasi tutti alla prima esperienza.

Poi, per carità, magari nei prossimi giorni Aldo Spinelli apre il portafoglio e compra quattro giocatori super. Speriamo. Anche perché se vuole, Spinelli con le disponibilità economiche che ha si compra mezza serie A (al contrario di altri). Ma al momento non tira questa aria, e dunque dire «o andiamo in serie A o chiudo i battenti» non fa bene a nessuno. In primis proprio al suo e nostro Livorno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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