Gioco
Quelle milanesi disposte a tutto
Mercato aggressivo perché devono cancellare un biennio da incubo
MILANO. Milano rivuole lo scudetto o perlomeno l’Europa che conta ed è disposta a qualsiasi cosa per ritrovare il ruolo di protagonista perso negli ultimi 5 anni. Anche così si spiega l’attivismo frenetico e spregiudicato sul mercato dell’Inter e del Milan, che hanno già speso parecchio più di 100 milioni ma non hanno alcuna intenzione di fermarsi.
Entrambi i presidenti hanno affermato nei giorni scorsi che le loro squadre sono già oggi da scudetto, ma l’imperativo categorico è la zona Champions, quindi tornare sul podio del campionato che è mancato ad entrambe nelle ultime due stagioni. All'Inter l'indonesiano Thohir ha riposto la cautela cominciando a investire cifre significative per rifondare difesa e centrocampo; al Milan Berlusconi ha inserito tanti soldi freschi per rinforzare le squadre e rispondere alle esigenze del partner thailandese Bee a cui presto cederà mezza società.
I rossoneri, scottati da un inizio di mercato catastrofico (no di Ancelotti alla panchina, persi Kondogbia e Martinez) è ripartita alla carica prendendo giocatori importanti come Bertolacci, Bacca e Luiz Adriano ma continua a corteggiare Ibrahimovic a costo di svenarsi sull’ingaggio, e ora sta cominciando a pensare a due rinforzi in difesa che appaiono necessari, il primo indiziato è il giovane Romagnoli.
L'Inter ha raso al suolo la difesa inserendo navigati centrali come Miranda e Murillo, dal Barcellona è arrivato Montoya, a centrocampo il colpo più grosso del mercato (con Dybala alla Juve) è stato il talentuoso francese Kondogbia, strappato proprio al Milan e pagato 40 milioni: un top-player che in un modo o nell’altro segnerà il futuro nerazzurro. Lavori in corso ancora a centrocampo (Melo o Suarez) e in attacco, il reparto per il quale è scoppiata la guerra fra i nerazzurri e la Fiorentina: c’è da notare che curiosamente, all’Inter piace molto non solo Salah ma anche due ex viola come Jovetic e Cuadrado, sui quali peraltro è attiva anche la Juventus.
In ogni caso la missione dei due club è riprendersi la propria storia e cambiare verso a un passato prossimo da arrossire: l'ottavo posto dell'Inter e il decimo del Milan a fine torneo (a -32 e -35 punti dalla Juve) è un baratro da incubo che le tifoserie vogliono cancellare, ancora peggio del quinto e ottavo posto del 2014. Per capire l'onta basta ricordare che il calcio milanese senza podio (a quattro anni dall'ultima accoppiata Milan-Inter dopo il quinquennio nerazzurro) è un evento capitato solo 4 volte nel dopoguerra: a parte le ultime due stagioni c'erano stati i flop meno umilianti del 1995 (quarto Milan e sesta Inter) e del 2001 (quinta Inter e sesto Milan). Il vecchio adagio non c'è due senza tre fa rabbrividire due tifoserie che sono già oltre la soglia dell’esasperazione.
Mancini e Mihajlovic, vecchi amici che però stavolta dovranno farsi la guerra, si pongono al volante di vetture dall'alto potenziale, costruite per tornare in alto. Sta a loro non deragliare, i pesanti investimenti di Thohir e Berlusconi non consentiranno altri flop.
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