Gioco
«La triade è stata fatta fuori nella guerra tra gli eredi Agnelli»
PERUGIA. Calciopoli? «Qualcosa di studiato, per dimostrare che solo Moggi faceva quel che non si doveva fare». Ma anche l'orgoglio legato ai successi con la Juve: «abbiamo fatto vincere all'Italia i...
PERUGIA. Calciopoli? «Qualcosa di studiato, per dimostrare che solo Moggi faceva quel che non si doveva fare». Ma anche l'orgoglio legato ai successi con la Juve: «abbiamo fatto vincere all'Italia i mondiali». È stato un Luciano Moggi protagonista assoluto quello ospite al Football festival, rassegna dedicata al calcio a Perugia. Appuntamento nel quale ha ripercorso anche i fatti precedenti allo scandalo che lo ha travolto. «Eravamo orfani del potere, dopo la morte degli Agnelli - ha detto - e nella guerra tra i discendenti si volle far fuori la triade, cosa che non si poteva fare sulla base dei risultati ottenuti». Nel racconto di quegli eventi la ricostruzione è minuziosa nei dettagli, e quando non ci è arrivato con la memoria Big Luciano si è aiutato con fogli di appunti. Resta la tesi di fondo che poggia sull'orgoglio di aver costruito quella Juventus: «quale bisogno avevamo di raccomandarci agli arbitri? Abbiamo fatto vincere all'Italia i mondiali ed anche nell'altra finalista, la Francia, c'erano quattro juventini. Erano gli altri, semmai che avevano bisogno di raccomandarsi». Quanto all'epilogo del processo penale, Moggi ha detto di non avere cercato la prescrizione. «Ma non l'ho neppure rifiutata - ha aggiunto - perché non mi fidavo».
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