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Livorno

La favola di Cristiani, in B col Como «Ma a Livorno spero di non segnare»

LIVORNO. Non c’è il mare, ma il lago delle ville e dei vip. Il clima è più rigido rispetto a qui, la città è più fredda. No, Como non è Livorno. Due città divise anche da quella maledetta finale...

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LIVORNO. Non c’è il mare, ma il lago delle ville e dei vip. Il clima è più rigido rispetto a qui, la città è più fredda. No, Como non è Livorno. Due città divise anche da quella maledetta finale playoff di 14 anni fa, un incubo per ogni cuore amaranto. Ma c’è anche chi, davanti a quello specchio d’acqua, ha trovato una seconda casa.

È la storia di Alessio Cristiani, centrocampista livornese classe 1989, che è esploso proprio con la maglia dei lariani. E ha appena centrato, da protagonista (35 presenze e 4 gol, playoff compresi), la promozione in Serie B. «È stata una stagione magica – le sue parole – con un finale inaspettato. Negli spareggi eravamo l’outsider, ma abbiamo battuto le favorite (Benevento al primo turno e Bassano in finale, ndr) e conquistato la B. Adesso il mio contratto è scaduto, tra pochi giorni parlerò con la società. A Como ho trovato un ambiente speciale, spero di rimanere».

Cristiani e Pavoletti. Dal vecchio Labrone al Como, dai campetti di periferia al salto in B. Passando dall’Armando Picchi e dal Viareggio, due avventure vissute con Leonardo Pavoletti. Un’amicizia nata in campo, una decina di anni fa. Due campionati (2006/07 e 2007/08) in D con il Picchi, sfiorando il clamoroso sbarco tra i professionisti. Poi, su entrambi, arrivò il Sassuolo, che nel 2008 li mandò a Viareggio (Lega Pro).

«Leo fece benissimo – ricorda Cristiani – e venne riscattato dal Sassuolo, prendendo una strada che lo ha portato al top: anche all’epoca si vedevano i suoi valori, è un ragazzo speciale e si merita tutte queste soddisfazioni. Io fui invece penalizzato da un infortunio, così rimasi lì. Ho giocato nel Viareggio per quattro stagioni tra Prima e Seconda Divisione, crescendo tantissimo sotto ogni aspetto». Poi, nel 2012, il passaggio al Benevento. «Un’esperienza difficile: qualche infortunio, tanti giocatori davanti, una piazza delicata… L'estate successiva mi chiamò il d.s. Giovanni Dolci, che avevo incontrato a Viareggio, per portarmi a Como. Lo ringrazio, ha sempre creduto nelle mie qualità».

Cristiani e i sogni. Ma quella rivalità tra Livorno e Como? «C’è – racconta Cristiani, che ha iniziato la sua carriera da esterno alto ma nell’ultimo anno ha giocato da mezz’ala sinistra nel 3-5-2 – però in modo scherzoso. In Lombardia mi hanno trattato sempre bene, sono state due stagioni bellissime. Qui non sono mancate le battute dei miei amici... Ma è normale, siamo livornesi». Già, gli amici, che sognano di vederlo all’Ardenza. «Da piccolo andavo allo stadio con i miei genitori, adesso spero di tornarci da giocatore. Ma spero anche di non segnare, perché sono legato alla mia città». Tutto dipende però dal rinnovo del contratto. «Ho dato la priorità al Como, vorrei restare. Pronto per la B? Sì, è il momento giusto dopo sette stagioni in Lega Pro». (g.t.)

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