Il Tirreno

Livorno

Ciclismo, a Livorno il top degli Allievi

di Mario Orsini

Oggi il trofeo Ivo Mancini con arrivo a Stagno vale come campionato toscano

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LIVORNO. Un’ottantina di chilometri per conoscere il nome dell’atleta chei si siederà sul trono di “Re del Granducato” 2015 della categoria Allievi di ciclismo. Ritrovo e partenza ufficiosa, del trofeo “Ivo Mancini”, questa mattina al Circolo Arci di Salviano.

La partenza della corsa è prevista per le ore 10 da via delle Sorgenti in direzione Cisternino, via Firenze, Stagno, Guasticce, La Berte, Nugola Nuova e di nuovo Cisternino.

Su un «circuitino» “super sperimentato” da ripetere due volte Al secondo passaggio da Guasticce, dopo 33 chilometri di corsa, sarà posto il traguardo volante. In palio le prime briciole di gloria, per qualche novello Mark Cavendish, o per un coraggioso che vorrà tentare l’uscita in solitaria.

A Nugola poi svolta verso la Statale Emilia e dopo una manciata di chilometri, impennata di Parrana S. Martino, dove al secondo passaggio, sulla rampetta di Pietreto, è posto il GPM. Poi di nuovo Cisternino e, infine, Stagno dove, in via Berlinguer, a ridosso della pista ciclistica Ivo Mancini, è posta la fettuccia d’arrivo. A contendersi l’ambito alloro regionale 118 esuberanti giovanotti, classe 1999-2000, selezionati tra i 253 tesserati della categoria dell’intera Toscana. A pilotare la macchina organizzativa il presidente provinciale della Federciclo Luca Casini, cui va, tra l’altro, va il merito di aver partorito l’idea di organizzare un campionato regionale nel nome e nel ricordo di Ivo Mancini a 100 anni dalla nascita. In cabina di regia, accanto a lui, Simone Dardini, Paolo Fruzzetti e il mitico Paolo Quaglierini. A dare il supporto operativo, alla macchina organizzatrice l’AS Colognole, con, in prima fila, Giorgio Bacci e Giuliano Santucci, Enzo Sandri dell’UC Rosignano e Loredano Zannotti del GS Carli Coop La Variante. Patrocinio di: Coni Regionale e provinciale e Comuni di Livorno e di Collesalvetti. Ivo Mancini, classe 1915, è stato uno dei più grandi corridori di Collesalvetti e dintorni di tutti i tempi. A farlo entrare nel cuore della gente la vittoria nel campionato italiano dilettanti, a Roma nel 1935. A conferirgli un alone di “immortalità” sportiva il trionfo qualche giorno dopo, per distacco, ai campionati del mondo di ciclismo su strada in Belgio. Nell'aspro e impegnativo circuito di Floreffe a Namur, la capitale della Vallonia, staccando nel finale il francese Robert Charpentier.

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