Gioco
Partite truccate, spunta anche Catania-Livorno: avviso di garanzia per Bernardini
La partita degli amaranto (finita 1-1) è tra quelle sotto inchiesta: il pareggio arrivò all'ultimo secondo su rigore
LIVORNO. C'è anche la partita Catania-Livorno (finita 1-1) tra le partite che secondo gli inquirenti sono state truccate. E c'è anche di un avviso di garanzia per Alessandro Bernardini, che quel giorno scese in campo con la maglia amaranto e adesso è finito al Novara. Come detto la partita finì 1-1, il pareggio del Livorno arrivò all'ultimo minuto di recupero su calcio di rigore. Gli amaranto per tutto il secondo tempo cercarono il pareggio, tant'è che tra tutte le partite finite nel mirino, questa è l'unica che non si concluse con la vittoria del Catania. Da segnalare che quel giorno le scommesse sulla vittoria del Catania furono sospese per un eccesso di puntate.
Sono 5 o forse anche sei le partite "truccate" dietro il pagamento di somme di denaro. Lo ha detto il procuratore di Catania, Giovanni Salvi, che ha incontrato la stampa per fare il punto sulle indagini che hanno portato all'arresto dei vertici del Calcio Catania. Le partite 'incriminate' sono quelle del campionato di Serie B: Varese Catania 0-3, Catania-Trapani 4-1, Latina Catania 1-2, Catania-Ternana 2-0, Catania-Livorno 1-1 e Catania-Avellino 1-0.
In manette sono finiti il presidente del Catania, Antonio Pulvirenti, il suo vice Pablo Cosentino e l'ex direttore sportivo Daniele Delli Carri. Secondo l'accusa alcune vittorie sarebbero state concordate a tavolino. Cinque le gare incriminate, 19 gli indagati, 10mila euro il prezzo dei giocatori corrotti. Gli altri quattro arrestati sono agenti di scommesse sportive e procuratori sportivi: Giovanni Impellizzeri, Piero Di Luzio, Fabrizio Milozzi e Fernando Arbotti.
"Le indagini - ha spiegato il procuratore - sono state avviate all'indomani della partita Catania-Virtus Entella con i rossoazzurri che, con la sconfitta, precipitavano in fondo alla classifica in piena zona retrocessione. L'operazione, denominata "I treni del gol", trae spunto dalle conversazioni telefoniche tra gli interlocutori che, intercettati, utilizzavano sempre lo stesso Modus operandi. I "treni in arrivo" erano i giocatori da avvicinare e gli orari di arrivo le maglie che i giocatori avrebbero indossato in campo. Così come accertato per la partita contro il Varese".
Tra gli indagati nell'operazione di polizia "I treni del gol" figurano anche: Pietro Lo Monaco (proprietario Messina calcio), Fabrizio Ferrigno (direttore sportivo Messina), Alessandro Failla (Ad Messina Calcio), Alessandro Bernardini (difensore Livorno), Riccardo Fiamozzi (difensore Varese), Luca Pagliarulo (difensore Trapani), Matteo Bruscagin (difensore Latina). I giocatori avrebbero ricevuto, in media, 10 mila euro ciascuno.
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