Il Tirreno

Livorno

«Per noi piccole società sono introiti benedetti»

«Per noi piccole società sono introiti benedetti»

L’ex giocatore cecinese è l’anima del clinic di calcio organizzato dal Vada «Da noi i bambini giocano e studiano. E i soldi servono per sopravvivere»

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«Ai miei tempi non solo non c’erano i camp, mancavano proprio i campi». Andrea Prunecchi, ala sinistra con una lunga carriera i cui punti più alti sono stati Ternana, Pescara e Sampdoria tra serie A e serie B, la prende sul ridere. Ha iniziato a giocare a calcio in mezzo ad una strada, come quasi tutti i coetanei nati negli anni Quaranta e Cinquanta. D’estate, poi, quando molti andavano in colonia lui si spostava con gli amici al mare. Sempre a rincorrere un pallone. «Ai tempi i bambini che abitavano in collina venivano in colonia per andare a respirare il salmastro – spiega Prunecchi – noi continuavamo le nostre interminabili partite. Non c’erano molti impianti sportivi, ci si arrangiava in mezzo alla strada sterrata, in spiaggia, all’oratorio e spesso sul prato di fronte al Municipio».

La scuola calcio e i camp erano ancora lontani. «Si giocava tutti insieme, di solito quello più imbranato portava il pallone e, ovviamente, doveva giocare per forza, anche se spesso veniva relegato in porta – ricorda l’ex ala – poi non c’erano distinzioni di età, si giocava tutti insieme. Si cadeva, ci si sbucciava il ginocchio ma non si doveva piangere, altrimenti la volta successiva nessuno ti sceglieva in squadra».

A guardare oggi i pacchetti vacanza offerti per i ragazzini che giocano a calcio questa epoca che molti hanno conosciuto sembra lontana anni luce. «La mia prima società è stato il Cecina calcio, avevo 11 anni e mezzo – racconta Prunecchi – ma la mia scuola calcio era stata, a tutti gli effetti, la strada». Oggi Andrea Prunecchi si occupa di giovani calciatori. Allena a Vada, uno dei settori giovanili emergenti della provincia di Livorno. Ha partecipato a molti camp estivi, collaborando con quelli legati a Real Madrid, Legea e mettendo la faccia come testimonial, ma ancora di più allenando sul campo, in molti altri.

«Ci sono tantissimi camp oggi che danno la possibilità per giocare durante l’estate – spiega Prunecchi – oramai anche per i bambini più piccoli, anche per le necessità lavorative dei genitori, si continua a fare calcio non solo da settembre fino ad aprile, ma praticamente per tutto l’anno con solo una sosta per il mese di agosto». Adesso Prunecchi, dopo aver collaborato con un camp in quel di Collesalvetti, avvierà quello di Vada. «Andrà avanti da fine giugno a fine luglio con varie sessioni, ma mi vedrà impegnato solo la mattina – spiega il mister – un modo per lavorare più sulla tecnica, in particolare sul piede “debole” di ogni ragazzino ma anche per divertirsi e giocare. Il campo sportivo “Silvio Gori”, infatti, è chiamato anche campo del mare proprio per la vicinanza alla spiaggia. Ci sarà anche tempo di studiare un po’, garantendo sempre la massima tranquillità a tutti i genitori». Il costo? 45 euro dal lunedì al venerdì. Un modo che alcune società di dilettanti potrebbero valutare per aumentare gli esigui introiti di questo periodo.

A.B.

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di Redazione web