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Giovanni Dolci simbolo di un’Apuania vincente

Giovanni Dolci simbolo di un’Apuania vincente

Il Ds del Como neopromosso in B e il suo sogno nel cassetto: «Un giorno lavorerò a Carrara»

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CARRARA. Da domenica scorsa Giovanni Dolci è il simbolo di una Carrara che sa ancora vincere nel calcio, proprio in un momento che vede la squadra cittadina, la Carrarese, attraversare una delicatissima fase di transizione.

Giovanni Dolci, direttore sportivo del Como, ha infatti portato i lariani alla vittoria della doppia finale playoff contro il Bassano (2-0 andata, 0-0 ritorno), conquistando la promozione in serie B dopo 11 anni di attesa.

Un traguardo importantissimo che assume i connotati dell'impresa sportiva, se si considera il fatto che il Como aveva iniziato la stagione con un budget da salvezza, sicuramente inferiore a molte altre avversarie.

«E' stato un risultato inaspettato - commenta Giovanni Dolci. - Un risultato che è cresciuto col tempo, perché sono tre anni che stiamo tentando di costruire qualcosa d'importante e con grande pazienza ce l'abbiamo fatta. La programmazione aiuta, perché in questa categoria i soldi sono quelli che sono e i giocatori più gettonati vanno nelle squadre che hanno disponibilità».

La necessità aguzza l’ingegno. «Noi abbiamo lavorato, cercando di programmare, evitando voli pindarici. Avendo un budget piuttosto ridotto, abbiamo sempre fatto il passo più corto della gamba e la società mi ha dato piena libertà. Ringrazio vivamente il presidente Porro e i suoi soci per questo: una società che ti lascia lavorare e non interviene sulle tue scelte rappresenta già un bel passo avanti. Quest'anno penso che la svolta sia arrivata dopo la sconfitta in casa per 4-1 nel match di Coppa Italia contro il Cosenza. Nello spogliatoio c'è stato un confronto duro, ma costruttivo, tra squadra e staff tecnico e da lì il Como è ripartito, agganciando il treno playoff. La squadra ha cambiato marcia, si è compattata e mister Carlo Sabatini è stato bravissimo a dare serenità all'ambiente. A Carrara non abbiamo avuto la possibilità di apprezzarlo».

Sabatini guidò la Carrarese nel 2012, dimettendosi dopo cinque sconfitte consecutive nelle prime cinque giornate.

«Ero convinto che Sabatini fosse un allenatore molto bravo – continua Dolci - e l'ha dimostrato qui a Como. Carlo è una persona onesta, dai grandi valori intellettuali, e quando lavori con persone così, è più difficile sbagliare. In questo risultato c'è tanto della sua mano e sono molto contento della mia scelta». Insomma, Dolci ha costruito questo Como dei miracoli, ma non vuole attribuirsi troppi meriti. «Il segreto di questa promozione? I meriti sono della società, del presidente Pietro Porro prima di tutto, dell'allenatore e dei ragazzi. Io ho cercato di stare attento al budget. Siamo andati alla ricerca di calciatori che erano stati messi da parte in altri club: Castiglia e Ganz su tutti». Racconta Dolci, che ai tempi del Viareggio aveva lanciato verso il grande calcio Simone Zaza. «Ganz veniva da esperienze negative con Lumezzane e Barletta con zero gol all'attivo. Il Milan ce l'ha ceduto e qui ha segnato 15 gol in campionato e 3 in Coppa Italia».

Quanto budget aveva a disposizione? «Non te lo posso dire. In questa categoria c'è poco denaro e servono tante idee. Ora godiamoci il momento. Sono contento. E' stata una cosa bella per tutta la piazza e i tifosi che ci hanno supportato. Per la serie B cercheremo di costruire qualcosa di solido, anche se sarà complicatissimo. Dovremo stare molto attenti al budget».

Dolci chiude con un sogno: diventare un giorno il ds della Carrarese, squadra della quale è grande tifoso. «Ora è presto, ma prima o poi voglio venire a lavorare a Carrara, anche perché credo che la Carrarese continuerà a rimanere nei professionisti».

Luca Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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