Sicurezza
Matilde, 15 anni e il dna di Montano e Picchi
Ai campionati italiani era la più giovane dei 242 in pedana. «Con due parenti così, era destino...»
LIVORNO. La più giovane, compresi i maschietti, tra i 242 schermitori, delle sei specialità, in gara ai campionati assoluti di scherma a Torino. L’unica nata alle soglie del nuovo millennio (6 febbraio 2000). Un’età in cui si gareggia generalmente nella categoria Cadetti (under 17) oppure se sei proprio bravina, ma bravina davvero, tra gli under 20 e, in ogni caso, agli assoluti non ci pensi nemmeno. Lei è Matilde Picchi, la giovane stellina del Fides.
A dire la verità a qualificarsi, per i tricolori, non ci pensava neppure lei. Basta ascoltarla. «Ad Ancona, nella gara di coppa Italia che assegnava gli ultimi sedici pass per i campionati assoluti, quando ho vinto l’assalto per entrare tra le prime otto, il mio maestro Nicola Zanotti mi è venuto incontro e mi ha detto: “brava Matilde adesso andiamo Torino”. Io lì, per lì non capivo il motivo di quelle parole. Così appena sono stata a quattr’occhi con babbo gli ho chiesto “per quale ragione dovevamo andarci?” Aggiungendo che forse era per rendere omaggio alla sindone perché sono arrivata fin qua ed ero entrata nei quarti? Poi quando ho capito sono stata felicissima».
Nonostante l’età, nella città della Mole, Matilde se l’è cavata piuttosto bene, vincendo un paio di assalti nel girone, con due azzurrine under 23 e perdendo, con “l’onore delle armi” nella prima diretta con Martina Petraglia. Una sciabolatrice tra le più accreditate ad andare a Rio.
Insomma, non ci vuole tanto a capirlo, è stata un’esperienza da raccontare ai nipotini, compresa la timidezza con cui quasi in disparte ammirava, da fondo pedana le sciabolatrici più brave nei loro assalti verso il podio. L’unica che le si è avvicinata, in maniera decisa, è stata Alessandra Lucchino, la sciabolatrice calabrese che in un recente passato si è allenata per un certo periodo al Fides. «Oé piccoletta...ma da dove ti é venuta fuori tutta questa grinta? Brava!, brava!!».
Poi per Matilde un tuffo nel presente.
Al Fides con chi ti capita di tirare?
«Con quasi tutti gli sciabolatori cominciando dalla mia amica e direi quasi gemella Camilla Michelucci. Inoltre con Benedetta Baldini, Laura Fidanzi, Margherita Cappelli, Gherardo Caranti e tanti altri comprese Irene Vecchi e Ilaria Bianco. La cosa bella è che ogni volta ci impegniamo al massimo e non ci sono trattamenti di favore per nessuno».
Il tuo sogno?
«Quello di tutti gli sportivi. Gareggiare alle Olimpiadi».
Come sei arrivata alla scherma?
«Dal pattinaggio, prima alla Stella e poi alla Cigna Gymnasium. Un bel giorno, babbo Giacomo, ex bravo spadaccino, mi ha invitato a provare a fare scherma ed è stato un amore a prima vista».
Nelle tue vene scorre anche un po’ di sangue dei Montano?
«Si, siamo imparentati con la famiglia di Aldo, con il presidente Mario Miccoli e anche con la famiglia di Armando Picchi e tanti altri grandi sportivi livornesi. Lo sport è scritto nel nostro Dna».
A scuola come va?
«Sono stata promossa in seconda nell’indirizzo scientifico del liceo F. Cecioni, con la media del sette e mezzo. L’unica materia in cui ho fatto un po’ di fatica è la matematica anche perché a causa delle gare, del fine settimana, ho perso diverse ore di lezione. Complessivamente tra venerdì e sabato in questa disciplina avevamo tre ore. Ringrazio la professoressa Pescetti, davvero un’insegnante gentilissima, brava e comprensiva».
Conciliare studio e sport a così alti livelli è dura?
«Con la volontà, l’impegno, qualche sacrifico e l’aiuto della famiglia, è possibile fare le due cose. Rimane il tempo anche passare qualche ora insieme agli amici».
Quante ore ti alleni?
«Mediamente due e mezzo al giorno, cinque volte alla settimana. Inoltre ci sono le gare».
A Torino in pedana nel fioretto c’era anche Valentina Vezzali, 26 anni più di te. Cosa ne pensi?
«È senza dubbio un mito. Tra 26 anni sarei contenta di essere ancora in pedana anch’io, con in bacheca solamente una piccola parte delle medaglie olimpiche, mondiali, europee e nazionali che ha conquistato lei».
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