Gioco
Tazzioli e le toscane di C «Sarà un gran bel girone»
Il tecnico, esperto della categoria, giudica la stagione appena terminata e bacchetta il calcio: «Perdiamo i valori, le scommesse andrebbero abolite»
Fabrizio Tazzioli fa le carte alla Toscana di Lega Pro. L'ex allenatore di Livorno e Cesena è tornato in terza serie alla guida del San Marino dopo tre ottime stagioni a Massa, con annessa promozione in serie D.
Adesso il tecnico di Barga attende una nuova chiamata, possibilmente da una delle dieci sorelle che rappresenteranno la regione nella vecchia serie C.
Mister, nella stagione appena terminata il suo piccolo San Marino ha battuto il grande deluso Pisa...
«Il Pisa era partito con il favore dei pronostici, ma il campo ha detto che qualcosa è stato sbagliato. Una rosa con tanti giocatori bravi, ma probabilmente non complementari fra loro. Hanno raccolto 59 punti, dunque non tutto è da buttare. Secondo me con qualche ritocco possono recitare una parte importante».
Come giudica la stagione delle altre toscane?
«In molti hanno lavorato benissimo, ci sono ottime realtà. Pontedera e Tuttocuoio sono il fiore all'occhiello della regione. Ai granata siamo abituati, mentre la formazione di Ponte a Egola era chiamata a confermarsi e ha disputato un campionato strepitoso. Carrarese, Pistoiese e Prato sono arrivate alla salvezza sul filo di lana, ma potevano ambire a qualcosa in più, soprattutto i marmiferi. Anche la Pistoiese ha fatto vedere cose egregie in ottobre-novembre, ma poi è entrata in un tunnel. Il Grosseto ha disputato un torneo anonimo. Bene la Lucchese: Galderisi ha preso una squadra in difficoltà e l'ha condotta alla salvezza. Ha finito male, ma sottolineerei il suo buon lavoro».
La Lega Pro vive giorni difficili, travolta dal nuovo scandalo del calcio scommesse...
«Purtroppo il nostro mondo sta perdendo i propri valori, fra gli scandali in Lega Pro, in A, in B e nella Fifa. Per le persone oneste è difficile andare avanti. Io abolirei le scommesse e tornerei alla sola schedina del Totocalcio, i cui introiti attraverso il Coni andavano anche agli altri sport e garantivano ad ogni squadra un budget predeterminato».
Torniamo alla nostra regione: quali sono i giocatori da cui è rimasto particolarmente impressionato?
«Bartolomei e Luperini del Pontedera sono in grado di giocare in categoria superiore. Mi è piaciuto molto Costa del Pisa. Forte ha dimostrato nella Lucchese di essere una punta completa e un giovane interessante. Mi hanno impressionato anche i centrocampisti Calvano e Vassallo della Pistoiese, in particolare il secondo, bravo in entrambe le fasi e dotato di una grande gamba. Nel Prato si è confermato l'attaccante Bocalon, mentre nell'ottimo mosaico del Tuttocuoio mi ha colpito il "lungagnone" Deiola. Nella Carrarese Castagnetti ha giocato bene davanti alla difesa, ma non era un esordiente. Fra i calciatori toscani cito Grassi, che ha fatto grandi cose non solo nella prima parte della stagione al Pontedera ma anche ad Ascoli».
Le toscane del girone B potrebbero salire a 10 con l'Arezzo (proveniente dal raggruppamento A) e il neopromosso Siena: come vede queste due squadre?
«Rappresentano due grandi piazze. Basti pensare che tre anni fa il Siena era in serie A. Fra i dilettanti ha fatto toccata e fuga, vincendo anche lo scudetto. La prossima stagione dei bianconeri sarà di consolidamento, ma con ambizione. L'Arezzo ha disputato un buon campionato e ripartirà da lì. Ci sarà un bellissimo girone targato Toscana, con tanti derby».
E' partito appena terminata la regular season il valzer delle panchine, ad esempio con gli avvicendiamenti visti a Lucca e a Pistoia...
«Noi allenatori siamo sempre sul filo del rasoio. Non basta aver fatto bene per avere la certezza della conferma. Comunque anche chi è procinto di sedersi su queste panchine è reduce da ottime stagioni».
Per un tecnico senza squadra il Grosseto di Piero Camilli è sempre una valida prospettiva, se non altro perché il Comandante ha bisogno tre-quattro allenatori ogni anno...
«Camilli è un trita-allenatori, ma tutti coloro che hanno lavorato insieme a lui ne parlano bene, come di un presidente che conosce il calcio. Ha esonerato anche Allegri. Con lui sei sempre a rischio, ma puoi essere richiamato. Ci vorrebbero tanti dirigenti come lui, se non altro perché gli allenatori avrebbero più posti a disposizione».
Caso opposto quello del Pontedera: linea di continuità con Giovannini e Indiani. I granata possono sognare di diventare il Teramo della prossima stagione?
«Io e Giovannini abbiamo collaborato nel mio ultimo anno a Castelnuovo Garfagnana, quando lui era ancora un procuratore, ma già dava una mano alla società portando in serie D i calciatori che non trovavano spazio in C. Giovannini è al top della categoria. Cambierà molto la squadra, ma sbaglierà poco. Il Pontedera farà un altro campionato importante, ma punterà a valorizzare i giocatori per fare mercato. Giovannini e Indiani sono una coppia vincente».
Al Tuttocuoio si è chiusa l'era-Alvini: il successore come può ripartire?
«L'eredità è pesantissima, ma anche molto stimolante, perché la società del Tuttocuoio ha dimostrato di saper far calcio».
Per la panchina del Pisa la scelta è caduta su Giancarlo Favarin, che come lei è esploso a Castelnuovo Garfagnana...
«Al Castelnuovo è arrivato due anni dopo di me e ha ereditato la squadra che avevo costruito io, compreso il ritorno di alcuni giocatori che avevo portato con me a Pontedera. Favarin è bravo, lo ha confermato anche quest’anno ad Andria e merita una piazza importante».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
