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Shopping viola a Napoli Piacciono Dzemaili e Inler

di Brunella Ciullini
Shopping viola a Napoli Piacciono Dzemaili e Inler

Fiorentina, per la porta salgono le quotazioni di Mirante, ma chiede troppo Oggi si scioglie il nodo-panchina: Sousa dovrebbe firmare a un milione a stagione

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FIRENZE. La settimana che si apre oggi sarà per la Fiorentina quella del varo della nuova stagione. La prima dopo le tre svolte sotto la gestione-Montella, la terza di fila con la partecipazione all’Europa League dopo aver conquistato gli ottavi la prima volta e la semifinale poche settimane fa. Il club viola deve cominciare assolutamente a stringere i tempi per colmare il ritardo che si è accumulato in questi giorni per la decisione dei Della Valle di esonerare Montella, legato ancora fino al 2017 e per il momento deciso a restare fermo, dopo aver detto no alle avances di De Laurentiis. Come è noto i proprietari viola hanno scelto al suo posto Paulo Sousa col quale hanno già raggiunto un accordo di massima che prevede un biennale a poco più di un milione di euro a stagione. In seconda battuta l’alternativa, ancora non riposta nel cassetto, resta Roberto Donadoni qualora l’operazione dovesse saltare per l’irrigidimento del club svizzero che sta cercando il sostituto di Sousa e punterebbe ad un indennizzo dai Della Valle per liberare il tecnico portoghese sotto contratto ancora per due anni. Nel clan viola comunque si ostentano ottimismo e fiducia: oggi il portoghese dovrebbe trovare il modo per liberarsi dal Basilea e tra domani e mercoledì sarà a Firenze in contemporanea con Andrea Della Valle. Ulteriore slittamento. Ma ormai il dado è tratto. Proprio l’arrivo del patron si rivelerà importante per chiarire una situazione che sta spazientendo i tifosi non ravvisando al momento il progetto che la ‘nuova’ Fiorentina intende realizzare. Le parole del dg Rogg giovedì dopo il Cda non hanno rassicurato troppo i sostenitori viola, proprio per questo l’intervento di Andrea Della Valle (che ne approfitterà anche per fare una visita nei saloni del Pitti Uomo) è ritenuto indispensabile per calmare le acque. Molte le cose che attendono il proprietario viola, iniziando dal confronto con i suoi più stretti collaboratori, per fare il punto sulle strategie di mercato. «Lavoriamo sempre per fare il meglio della Fiorentina», ha ribadito giorni fa il presidente esecutivo Cognigni. Il primo input dato dalla proprietà viola è tagliare almeno del 30% il monte ingaggi attualmente di circa 70 milioni di euro. Così come prima di dare il via ai rinforzi – tra i nomi accostati nuovamente in queste ore al club viola ci sono quelli dei centrocampisti Dzemaili e Inler e del portiere Mirante, ammesso che decida di abbassare le sue richieste – andranno valutate le cessioni (quella di Mario Gomez in primis, il cui ingaggio appare sempre più pesante a fronte di un rendimento fin qui insoddisfacente per vari motivi) e afrontati i nodi contrattuali di Babacar (ottimismo per il suo prolungamento fino al 2020) e di Bernardeschi (qui la situazione è più delicata anche se la scadenza del suo contratto è fra due anni: il talento di Carrara è finito nel mirino della Juve) e la posizione, anch’essa rischiosa, di Salah che va convinto a restare al di là dell’accordo già esistente fra Fiorentina e Chelsea per il rinnovo automatico del suo prestito fino a giugno 2016: e qui dovrà essere bravo Andrea Della Valle a evidenziare la bontà del progetto nonostante l’esonero di Montella e l’interruzione del ciclo aperto nel 2012 che molte soddisfazioni ha dato finora pur mancando di un trofeo (peraltro anche la Primavera, uscendo sconfitta sabato col Torino, ha fallito la terza semifinale della stagione, quella del campionato, dopo quelle della squadra maggiore in Coppa Italia e in Europa League).

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