Gioco
L’attacco di Panucci: due esterni giovani e un usato sicuro
Jelenic verso la conferma, qualche dubbio per Vantaggiato Per il centrocampo continua a girare il nome di Schiavone
LIVORNO. Doppiata la boa di metà giugno, chiusi tutti i campionati, da oggi il mercato entra nel vivo. Il Livorno – pensiero fisso al portafoglio che non deve svuotarsi più di tanto come vuole il presidente – costruirà una squadra giovane e al risparmio. Una bella sfida perché qui non c’è un solo tifoso che si possa accontentare di lottare per la sopravvivenza. Il ds Signorelli e l’allenatore Panucci (entusiasmo da vendere) stanno lavorando alla costruzione della squadra che verrà. Ci sono ruoli coperti e reparti da rifondare. Facciamo il punto.
Portieri. Tra i pali c’è ancora Mazzoni, ma la sua posizione è in bilico. A Panucci piace e il tecnico di Savona è convinto di poter tirare fuori il massimo dal numero uno. Nei fatti, però, il rapporto tra Luca e la società ha vissuto momenti migliori. A lui non dispiacerebbe prolungare il contratto, ma la controparte nicchia. E’ sicuro di restare invece il baby Cipriani che sarà riscattato dalla Sestese mentre Bastianoni è tornato a Varese.
Difensori. Il 30 giugno scadono i contratti di Gemiti e Bernardini. Tutto tace sul fronte del tedesco, mentre il ragazzo di Domodossola piace a Panucci che ne ha caldeggiato il rinnovo. Il guaio è che su di lui ha messo gli occhi il Novara e a breve dovrebbe pure arrivare la firma. Per il giocatore è un’ottima soluzione anche perché avrà la possibilità di giocare a due passi da casa. Per il Livorno una iattura perché deve mettersi alla ricerca del suo sostituto che potrebbe non essere Gasbarro. Il destino del centrale di difesa in forza al Pontedera, infatti, con tutta probabilità sarà deciso alle buste con i granata. E in questo caso le incognite sono tante. Nella stessa situazione di Gasbarro c’è l’esterno Galli. Sono confermati tutti gli altri: da Ceccherini a Gonnelli, da Emerson e Lambrughi per chiudere con Maicon che però ha molto mercato anche all’estero.
Centrocampisti. Via Djokovic, Appelt Pires e Mosquera, lasciato libero Belingheri si punterà ancora su Luci e Biagianti che peraltro nei giorni scorsi sono stati operati. Al capitano è stato “ripulito” il ginocchio infortunato a Cagliari sedici mesi fa mentre il professor Felli è intervenuto sugli alluci del mediano fiorentino. Ad agosto avremo due giocatori nuovi di zecca. In entrata continua a girare il nome di Schiavone del Modena che però non può essere l’unico arrivo.
Attaccanti. Ecco il settore da rinnovare. Al momento – dati alla mano – in rosa non c’è neanche una punta. Il 20 giugno scade l’opzione per il rinnovo dei contratti di Jelenic e Vantaggiato, ma per ora non ci sono novità anche se l’intenzione è quella di tenere lo sloveno. Qualche dubbio in più sul Toro di Brindisi che è seguito da vicino dalla neopromossa Salernitana. Questo è il reparto che non deve essere interessato dalla politica del risparmio. Chi non spende là davanti almeno per un giocatore d’esperienza rischia di far figuracce. L’idea di Panucci è di inserire due esterni giovani e un centravanti appartenente alla categoria dell’usato sicuro.
Ciao Spinosa. Nel frattempo in settimana il Livorno ha cambiato il preparatore dei portieri. Salutato Pietro Spinosa – un’istituzione qui – è stato bloccato l’ex romanista Franco Tancredi, illustri trascorsi da allenatore dei portieri al Real Madrid e nella nazionale inglese al fianco di Capello. Panucci sta ancora cercando il suo vice. Insieme a quello di Filippini circola anche il nome di David Balleri.
Riecco il Como. A volte ritornano anche gli acerrimi nemici. Ieri sono stati promossi in B i lariani che mancavano dalla cadetteria dalla stagione 2003/04 quella che ci vide andare in serie A. Quell’anno il Livorno si impose in nove contro undici in una romanzesca sfida all’Ardenza e 5-3 al Sinigaglia in un’altra partita epica. Furono proprio loro nel 2001 a battere il Livorno nella doppia finale playoff della B. Ora li ritroviamo. La loro presenza è una motivazione in più per allestire una squadra forte perché anche il solo rischiare di perderci sarebbe insopportabile.
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