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Il Mourinho ovale Guidi, il livornese che fece il triplete

di DARIO SERPAN ; di DARIO SERPAN
Il Mourinho ovale Guidi, il livornese che fece il triplete

Campionato, Trofeo Eccellenza e pass Europeo E dopo il miracolo Calvisano la chiamata delle Zebre

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di DARIO SERPAN

C’è un allenatore livornese che il “triplete” lo ha realizzato, riuscendo dove l’illustre concittadino Massimiliano Allegri ha fallito, anc he se davvero per un soffio.

Il cavaliere che fece l’impresa si chiama Gianluca Guidi e ha appena concluso una stagione indimenticabile alla guida del Rugby Calvisano: scudetto (il secondo consecutivo), Trofeo Eccellenza e vittoria nel barrage che frutta la qualificazione alla European Cup, dove i gialloneri saranno l’unica squadra dell’Eccellenza italiana a partecipare. Si può chiedere di più?

No, perché Gianluca Guidi, in qualità di capo allenatore, ha vinto tutto quello a cui ha partecipato e non a caso è stato ingaggiato dalle Zebre Rugby, franchigia italiana che milita nella Pro12, ex Celtic League. Il top per quanto riguarda la palla ovale italiana.

E proprio nelle Zebre ritroverà un altro livornese, suo ex compagno di squadra nel Livorno Rugby: Andrea De Rossi, oggi team manager dei bianconeri, una coppia che per tanti anni ha viaggiato su binari diversi ma che adesso, unendo le forze, potrà davvero fare delle grandissime cose.

Un anno fa, infatti, Guidi e De Rossi furono avversari nella finale per lo scudetto: De Rossi alla guida del Rovigo, Guidi da coach del Calvisano. Vinse “Cuca” in una sfida affascinante, quindi si è ripetuto quest’anno, battendo ancora una volta il Rovigo, che non vince il titolo italiano da un quarto di secolo, sembra davvero una maledizione.

«E’ vero – spiega Gianluca Guidi - ma se l’anno scorso ci fu una coda polemica per la nostra vittoria, quest’anno siamo usciti dal terreno di gioco del Battaglini con 7.500 persone (un dato incredibile per il rugby italiano) che erano lì ad applaudirci. Abbiamo vinto una partita che rimarrà impressa nella storia di questo sport: siamo rimasti in quattordici uomini dal 20’ del primo tempo, quindi ho tolto un’ala e ho inventato una cosa diversa per continuare a difendere e siamo riusciti a imporci.

Nella regular season - spiega ancora il Mourinho della palla ovale - Rovigo ha fatto meglio e ha meritato il primo posto, mentre noi abbiamo viaggiato più a corrente alternata, ma sapevo che il gruppo avrebbe risposto alla grande nella sfida decisiva per lo scudetto. In due anni la squadra non ha mai sbagliato queste partite».

. Avete vinto anche la Coppa Italia, oggi Trofeo Eccellenza, e poi il barrage per l’accesso alla European Cup. Puntavate al massimo in ogni competizione?

«Sì, e il massimo abbiamo raggiunto. Quest’anno ho lavorato con un gruppo importante, seppure ridotto a inizio stagione a soli trentuno giocatori, lasciando partire elementi importanti come Lovotti e Visentin.

Ma abbiamo rivaleggiato ovunque e portato a casa tre titoli. In campionato, dopo il secondo posto abbiamo fatto molto bene ai playoff; nel Trofeo Eccellenza siamo riusciti a battere Viadana e Mogliano e se ci siamo anche qualificati alla European Cup è perché la squadra ha fatto le prestazioni giuste al momento giusto».

Lei è il primo allenatore italiano di rugby a vincere due scudetti consecutivi. Che effetto fa?

«Mi rende orgoglioso. In una piazza come Calvisano si è obbligati a vincere e quando sono arrivato due anni fai tanti mi aspettavano al varco; credo di aver dato qualche risposta in queste due stagioni. Sono stato molto bene, abbiamo vinto quattro titoli su quattro competizioni disputate; a Calvisano lascio tanti amici e un ambiente che mi ha permesso di esprimermi al meglio. Ho sacrificato la mia famiglia, alla quale devo un enorme ringraziamento e mi ha dato un motivo in più per portare a casa questi scudetti».

Ora è capo allenatore delle Zebre. Il suo percorso di crescita da allenatore, dopo la trafila nelle nazionali giovanili e fino all’Italia A e poi i due anni a Calvisano, prosegue in maniera esponenziale. Si sente pronto per affrontare la Pro12?

«Ho raggiunto un accordo di tre anni con le Zebre e so che mi aspetta una bella sfida. Ritrovo Andrea De Rossi, che reputo un team manager di qualità e capace di intuizioni importanti.

Dal mese di gennaio stiamo lavorando per allestire una buona squadra e credo che possiamo ripetere tra noi quel gemellaggio che c’era quando eravamo compagni di squadra in campo.

Dovremo essere bravi a riavvicinare il pubblico di Parma al rugby, spero che ci riusciremo».

Quali giocatori si porterà dietro dalla sua esperienza di Calvisano? «

«Marcello Violi, unico giocatore dell’Eccellenza convocato da Brunel in Nazionale».

Già, la Nazionale di Brunel. I Mondiali si avvicinano, quali sono le sue sensazioni a riguardo?

«Sarà una sfida dura per l’Italia, ma non possiamo continuare a nasconderci dietro a un dito. La rosa non è al top, però quando si parte con qualche difficoltà, se si riesce a coagulare bene il gruppo, si può essere la sorpresa del torneo e per il movimento del rugby italiano sarebbe davvero una grande cosa.

C’è grande voglia di rivincita, io do credito a questo gruppo e credo che Brunel possa portare l’Italia a competere con Inghilterra e Galles».

Facciamo un’ipotesi: un giorno Gianluca Guidi sarà il primo allenatore italiano alla guida della Nazionale. Quanto ci crede?

«Io sto facendo tutto il percorso che mi compete- conclude il tecnico livornese con grande modestia - mi hanno fatto studiare da capo allenatore e ho sempre portato a casa i risultati.

Certo avere un tecnico italiano in Nazionale sarebbe una rivoluzione, ma io ora penso alle Zebre e al Pro12 e posso solo far parlare il campo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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