Il Tirreno

Livorno

Mauro Martelli, il remo mondiale

di Andrea Masini
Mauro Martelli, il remo mondiale

Record pazzesco: 1000 chilometri sul remoergometro in 66 ore e 51 minuti guidando i 10 alfieri della squadra azzurra

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LIVORNO. Un record del mondo fatto in casa, nel cuore della città e sotto gli occhi del sindaco Nogarin; un primato che potrebbe tranquillamente essere definito “disumano” per la sua portata: 1000 chilometri in sella al remoergometro – un po’ come andare a Livorno a Palermo remando – percorsi in 66 ore 51 minuti e 16 secondi (2 giorni 51 minuti e 16 secondi).

Il protagonista? Mauro Martelli, livornese di scoglio, che ha guidato la nazionale italiana Indoor Rowing composta da 6 uomini e 4 donne (Serena Cicerchia, Laura Ghioldi, Sabina Lanzoni, Assia Rosati, Luca Bruzzone, Antonello Cantera, Andrea Carbone, Antonio d’Aiello, Luca Giavara e appunto Mauro Martelli), capace di cancellare di ben 8 ore il precedente “best” stabilito dagli americani del Pacific Rowing Club di San Francisco stabilito lo scorso 22 dicembre del 2104 10 atleti maschi). «Si tratta di un risultato che non si può descrivere a parole – commenta fiero Martelli – in piazza della Repubblica c’era davvero tanta gente e sinceramente non sapevamo, alla vigilia, in che modo avrebbe reagito il fisico dinanzi a un tale sforzo…».

Ma la squadra ha voluto provarci, mettersi alla prova. E al termine di una tre giorni estenuante il record dei pesi leggeri si è materializzato: «In realtà c’è stato pure il primato misto (team maschile e femminile) e quello di permanenza su remoergometro; siamo riusciti a combattere la stanchezza grazie all’allenamento quotidiano, alla corretta alimentazione e all’uso di validi integratori Inkospor e senza dimenticare il supporto della fisioterapista. La strategia? Azzeccata in tutto e per tutto. Aggressiva fin da subito nella speranza di raggiungere un buon vantaggio sul precedente record».

In coda alla fatica, inevitabili le urla e le lacrime di soddisfazione: «Il secondo giorno ho avuto una grossa crisi, le gambe non spingevano più, ma per fortuna l’integrazione ha funzionato al meglio permettendomi di completare l’opera; vorrei dedicare questo traguardo ai miei genitori, a mia madre che non c’è più e a mio padre. E poi alla mia famiglia, a mia moglie e a mio figlio, per tutti i sacrifici che fanno per me. La prossima sfida? Tornerò al canottaggio in acqua, per staccare un po’ mentalmente».

Impeccabile l’organizzazione dell’evento per mano dell’Associazione Sportlandia Vigili del Fuoco Tomei Livorno, affiliata al progetto SpecyalOlympics, in collaborazione con il Comune di Livorno, Azimut, ditta Carlo Brilli impianti fonici, Croce Rossa Italiana, Club Radio Fides protezione civile Livorno, la Fondazione Arco di Pisa.

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