Il Tirreno

Livorno

Quella club house che va oltre la crisi Castelfalfi fa buca

di Pietro Busconi
Quella club house che va oltre la crisi Castelfalfi fa buca

Migliaia di sportivi nel campo più grande della regione In due anni i soci, tra sportivi e turisti stranieri, lievitano

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Per la Toscana il golf rappresenta una realtà importante sia per numero e tipologia degli impianti, sia per l’indotto che genera sul versante turistico. 38 le strutture accreditate e molte di questo di caratura internazionale, sia per le caratteristiche tecniche che per la piacevolezza dell’ambientazione. I turisti di tutto il mondo apprezzano la regione e sono sempre più quelli che, giocando a golf, uniscono la vacanza alla pratica del loro gioco preferito. Mancano i numeri precisi sull’affluenza turistica presso le strutture di golf ma, conti alla mano, crediamo di non sbagliare molto indicando in diverse migliaia i giocatori stranieri che visitano i percorsi della regione nel corso dell’anno. Se poi consideriamo che, secondo una recente e qualificata indagine, il turista golfista spende solo il 10 per cento del proprio budget nei circoli di golf destinando il restante 90 per cento a spese di alloggio, trasferimenti, shopping, arte, cultura, ecc., ben si capisce l’enorme ricaduta che il golf può determinare su un territorio che rende la pratica di questo sport uno dei fattori strategici del proprio sviluppo.

Cominciamo, oggi, a raccontare le principali realtà sportive della regione partendo da quello che è il campo più grande della Toscana, il Golf Club Castelfalfi che conta il maggior numero di buche: 27 distribuite su due percorsi: il Mountain Course (18 buche Par 72 di 6351 metri) e il Lake Course (9 buche par 37 di 3171 metri).

Il tracciato è un po’ più che ondulato e al giocatore sono richieste doti di regolarità più che in altri campi. Il percorso di gioco si snoda all’interno di una tenuta grandiosa, 11 chilometri quadrati in cui sono inserite proposte immobiliari e l’hotel La Tabaccaia (chiamata così perché nel recente passato serviva da deposito per l’essiccazione dei sigari Toscani). 31 le stanze a disposizione dei clienti mentre per il prossimo anno è prevista l’inaugurazione di un nuovo albergo a cinque stelle con 120 camere dotato di spa e ristorante panoramico.

Nel suo complesso il golf sembra non conoscere crisi. In due anni i soci sono passati da circa 40 a 110, numeri interessanti se si considera la vocazione pay&play del circolo. Restando aperto quasi tutto l’anno, il Golf Club Castelfalfi attira sempre più turisti appassionati del bel gioco.

La maggior parte proviene da altri Paesi europei, soprattutto Germania, Inghilterra e Austria pur non mancando presenze anche dai Paesi scandinavi. Le maggiori presenze d’oltreoceano sono legate soprattutto all’arrivo di nordamericani e canadesi. Per attrarre questi giocatori la struttura si avvale di un’organizzata struttura di marketing interna e di uffici esterni di Pubbliche Relazioni che curano soprattutto i mercati americani. La proposta turistica viene indirizzata sfruttando essenzialmente i canali internet e social network anche se la corrispondenza cartacea e le brochure convenzionali restano un altro elemento per la comunicazione.

Una calibrata presenza, poi, alle fiere di settore più importanti chiude il cerchio delle attività messe in campo. Oltre al golf, al turista vengono proposte altre attività sportive come il tennis, le piscine, le gite in bicicletta oltre ad itinerari mirati per la scoperta e la conoscenza dei più bei luoghi della zona. Oltre al nuovo albergo, il 2016 vedrà l’apertura anche della nuova club house portando così a regime definitivo l’impianto golfistico. Sul versante dei costi, i prezzi non hanno subito aumenti rispetto all’ultimo anno e questo è certamente un dato positivo.

Non dimentichiamo che, malgrado il golf stia assumendo dimensioni di partecipazione sempre più importanti, numerosi circoli adottano ancora una politica volta alla selettività della propria clientela con tariffe non proprio popolari. In questo, il caso il calo del dieci per cento registrato nel numero di giocatori toscani rispetto a due anni fa dovrebbe far pensare i responsabili delle strutture e proporre correttivi incentivanti. E’ vero che la regione può giocare, meglio di altre, la carta del richiamo turistico ma va pur sempre considerata la clientela locale, a volte poco considerata.

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