Il dolore
COME SONO VECCHIE QUESTE AUTO
di VALERIO BERRUTI Le vendite di auto in Italia continuano a salire. Nessuno, però, tra le tante associazioni di settore pensa sia arrivato il momento di cavalcare la ripresa. La convinzione comune è...
di VALERIO BERRUTI
Le vendite di auto in Italia continuano a salire. Nessuno, però, tra le tante associazioni di settore pensa sia arrivato il momento di cavalcare la ripresa. La convinzione comune è che si tratti al massimo di qualche segnale positivo, nulla più. C’è infatti chi sostiene che questi dati sono il frutto degli investimenti delle case che hanno messo in campo a loro spese gli incentivi (vedi Fiat). C’è invece chi è pronto a giurare che il segno “più” si è consolidato grazie ai rinnovi dei contratti di noleggio legati soprattutto all’Expo. E che le famiglie, quindi i privati, hanno ripreso solo in parte a riacquistare auto.
Insomma, nessuno è soddisfatto. Forse tutti continuano a vivere nel ricordo di un’Italia dove si vendevano oltre due milioni di auto l’anno mentre oggi sono scese a un milione e 400 mila. Dimenticandosi che molte cose sono cambiate e forse sarebbe anche il caso di capire e riconoscere il cambiamento che riguarda anche mobilità, uso dell’auto e spese collegate.
Una cosa però è vera tra le tante segnalate: che il parco circolante italiano è diventato troppo vecchio con circa 9,5 milioni di auto con oltre 15 anni di anzianità. E questo significa sicurezza a rischio. Nei primi tre mesi del 2015 sono state rottamate circa 206.000 vetture, il 57% delle quali con oltre 15 anni di età. «Di questo passo – dice Massimo Nordio, presidente dell’Unrae, l’associazione dei costruttori esteri – in assenza di interventi fiscali di alleggerimento ci vorranno 20 anni per eliminare l’attuale parco oltre i 15 anni di età». Un po’ troppi, in effetti…
@valerio_berruti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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