Il Tirreno

Livorno

«Sono entusiasta, io Livorno non la mollo»

di Fabrizio Pucci
«Sono entusiasta, io Livorno non la mollo»

La gioia del tecnico dopo la conferma. «La città mi ha dato tanto, ora faremo una bella squadra»

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LIVORNO. Entusiasta, felice, carico come una molla. Sono le quattro del pomeriggio quando Christian Panucci risponde al telefono. Quasi grida, ma forse per pudore dà la colpa al rumore di fondo dell’autostrada. Sta tornando nella sua Savona ma il suo pensiero è già rivolto alla nuova stagione che lo vedrà di nuovo in trincea all’Ardenza.

«Se fosse per me – dice – andrei in ritiro domani. Ho una voglia matta di lavorare. Sono davvero molto contento».

Sì, ma non deve essere stato tutto rose e fiori, con il presidente...

«Certo, ma lo sapevamo entrambi. Tutti eravamo e delusi per il mancato ingresso nei playoff per cui nei primi minuti del nostro incontro c’è stato un po’ di tensione».

Spinelli voleva le tue dimissioni. Come sei uscito dall’angolo?

«Il presidente è un uomo di calcio. Dopo aver parlato mi ha ascoltato e ha apprezzato la serietà, la professionalità e la dedizione con cui ho lavorato. Io sono abituato così e Spinelli lo ha capito».

Con quali argomenti lo hai convinto a tenerti ?

«C’è stata la titubanza iniziale, poi ci siamo chiariti. Non era un mistero il mio desiderio di continuare ad allenare il Livorno. Questa è una piazza fantastica e mi sento apprezzato e ben voluto. È una motivazione in più per far bene».

Sì, ma non ci ha detto gli argomenti...

«Ho fatto presente che quando sono arrivato ho ereditato una squadra alle prese con evidenti difficoltà atletiche. E questo lo ha ammesso pure Gelain nell’intervista rilasciata al vostro giornale. Ho impiegato un mese per tirare su il gruppo sul piano fisico e, dopo le prime due sconfitte con Cittadella e Bologna, siamo stati imbattuti per otto partite perché, lavorando, eravamo arrivati ad avere un’ottima solidità difensiva».

Sì. Spinelli si lamentava per i troppi pareggi...

«Lo so. Ma io per primo ero consapevole che facevamo una fatica da matti per vincere le partite. Il motivo? Avevamo poca qualità. Nel momento più delicato della stagione abbiamo perso Siligardi, l’uomo in grado di saltare l’uomo e di creare superiorità. Oltre a quello di Luca non dimentico gli infortuni di Bernardini, Gonnelli e Jefferson, tutti giocatori che avrebbero garantito un contributo importante oltre a costituire valide alternative nella rotazione degli uomini. Con l’organico decimato era difficile fare cose belle, ma non siamo entrati nei playoff solo all’ultima giornata e dopo aver fatto gli stessi punti dell’Avellino, squadra che peraltro io non ho affrontato».

E Spinelli lo ha capito?

«Si, tra uomini di calcio si parla la stessa lingua».

E ora si riparte...

«Sì. Con una felicità che non so descrivere. Livorno mi ha dato molto. E intendo ricambiare la stima della gente. L’idea di iniziare a lavorare dal primo giorno della nuova stagione e non a campionato in corso è entusiasmante anche perché c’è la possibilità di costuire un progetto».

Parliamo di questioni concrete. Di certo avete discusso del tuo contratto...

«Sì. Volete sapere se è cambiato? Sì. Nella forma, ma non nella sostanza. Adesso l’accordo è per obiettivi. È una formula che mi piace perché mi motiva ancora di più».

Spinelli ha dichiarato che punterà sui giovani. Sei disposto a rischiare?

«Sposo in pieno il progetto giovani a patto che siano di qualità. Il Perugia e il Pescara hanno dimostrato che è possibile abbinare risultati e linea verde, ambizioni di piazze importanti e valorizzazione dei giovani».

Noi temiamo un budget troppo ridotto.

«Quello del budget è un concetto relativo. Io so che Spinelli non ha più voglia di soffrire e di arrabbiarsi come lo scorso anno. Tutti abbiamo idee chiare e condivise e se lavoriamo bene sono certo che possiamo fare un campionato come la gente di Livorno merita».

Hai già idea di chi potrebbe fare al caso nostro?

«Certo. Non sono andato a Genova con le mani in mano. Ho portato una lista di nomi. Un elenco lo aveva anche il direttore sportivo Signorelli e molte delle nostre idee collimano. Credo proprio che ci sia margine per lavorare con profitto. Spinelli intende accontentarmi anche perché ha capito che non chiedo la luna nel pozzo, ma solo ragazzi che dànno del tu al pallone e sono da Livorno».

Nomi?

«È ancora presto. Sappiate, però che ho tutto in testa e la qualità dei giocatori su cui punteremo è fuori discussione».

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