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PARLA ARRIVABENE

«Bene Rossi e la Ducati, e che festa il paddock: una lezione alla F1»

«Bene Rossi e la Ducati, e che festa il paddock: una lezione alla F1»

SCARPERIA. «Sono al Mugello perché è un circuito della Ferrari, per tifare Ducati e per Valentino Rossi, naturalmente». Queste le prime parole di Maurizio Arrivabene, team principal di Ferrari ai...

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SCARPERIA. «Sono al Mugello perché è un circuito della Ferrari, per tifare Ducati e per Valentino Rossi, naturalmente». Queste le prime parole di Maurizio Arrivabene, team principal di Ferrari ai giornalisti presenti al Gp d'Italia.

«Valentino - prosegue - è la MotoGP, inutile girarci attorno e bisogna riconoscere a lui il gran lavoro che sta facendo con i giovani e bisognerebbe che qualcuno gli desse una mano».

Il manager della Ferrari ha un passato molto recente nelle moto, in Philip Morris ha infatti seguito dalla prima ora la sponsorizzazione Ducati, per questo sembra felice dei risultati della "rossa". «E' il frutto del lavoro che abbiamo fatto lo scorso anno - ha detto Arrivabene - quando hai i piloti forti è chiaro che la situazione migliora. Poi anche il lavoro che ha fatto l'ingegner Dall'Igna nel reparto corse è quello che bisognava fare. In pratica ha avuto la forza di fare quello che Valentino Rossi chiedeva quando era in Ducati. Rimane il rammarico di vedere cosa avrebbe potuto fare Rossi con questa moto».

La MotoGP offre ad Arrivabene un panorama molto diverso rispetto a quello che ultimamente si gode dal paddock della Formula 1.

«Credo che questa categoria abbia molto da insegnare alla F1 - ragiona il Team Principal della Ferrari - qui se tiri un sasso sugli spalti non cade a terra da quanta gente c'è e anche il paddock è vivo, con le persone che camminano tra i piloti e parlano tra loro. Che senso ha la stupidaggine di un paddock esclusivo? Che è vuoto. Qui ci sono i giovani e invece - polemizza il team principal del Cavallino - c'è chi crede che meno gente c'è in giro e più si fa bene, ma fare i regolamenti e organizzare la Formula uno non è il mio mestiere, io lavoro per far vincere la Ferrari».

Mentre passeggia velocemente per andare a prendere l'elicottero, lo affianchiamo e gli chiediamo se l'autodromo toscano può puntare ad ospitare la Formula Uno, alla luce delle difficoltà economiche di Monza.

«Il Gran Premio d'Italia è a Monza - ci risponde - e non è che lo vogliamo lasciare là. È a Monza, punto. Se ci sono dei problemi, questi sono di competenza del management della Formula Uno. Se mi piacerebbe vedere il “circus” al Mugello? Non voglio dire nulla, non posso esprimermi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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