Gioco
nuoto»IL PERSONAGGIO
LIVORNO. Piccola fuori (è del 1999), grande e completa in acqua: Sara Franceschi è solo l’ultimo dei gioielli cresciuti a casa Nuoto Livorno, un cacciucco di passione, tecnica e talento che sta...
LIVORNO. Piccola fuori (è del 1999), grande e completa in acqua: Sara Franceschi è solo l’ultimo dei gioielli cresciuti a casa Nuoto Livorno, un cacciucco di passione, tecnica e talento che sta passando dal bozzolo tipico di un’atleta Juniores allo sfarfallio di una nuotatrice matura, capace in un due sole stagioni di assestarsi tra le migliori mististe d’Italia.
Toccherà a lei – insieme allo schermidore Lorenzo Nista – rappresentare la città di Livorno alla prima edizione dei Giochi Olimpici Europei, kermesse in programma a Baku (capitale dell’Azerbaigian) nella seconda metà di giugno (nuoto e scherma dal 23 al 27).
Sara, la stagione dei grandi appuntamenti è ormai alle porte: pronta per questa duplice avventura internazionale?
«Direi di sì, agli Assoluti di aprile l’obbiettivo era quello di nuotare il tempo limite per i Giochi di Baku nei 200 e nei 400 misti, e così è stato. Ma durante le batterie mattutine dei 200 si è materializzato anche il pass (inaspettato) per i Mondiali Juniores di Singapore dal 25-30 agosto; quindi vi lascio immaginare quanta vacanza farò (ride, ndr)…».
Finalista un anno fa in Olanda nei 200 misti, qual è il nuovo traguardo da provare a raggiungere in Azerbaigian?
«La concorrenza sarà spietata, basta scorrere le graduatorie stagionali; dovrò quindi essere brava a dosare bene le energie, ma allo stesso tempo premere sull’acceleratore già dalla mattina per qualificarmi tra le migliori 8 dei 200 e 400 misti, senza tralasciare i 200 rana».
Alcune avversarie le hai già viste all’opera al 4 Nazioni di Lignano Sabbiadoro…
«Esatto, le tedesche e le britanniche vanno proprio forte, ma attenzione alla tradizione delle spagnole in ambito giovanile e, perché no, pure di noi azzurre».
Cambiando un attimo argomento, in Italia si è spesso dibattuto sull’impossibilità di conciliare la scuola e lo sport di alto livello: tu che ne pensi al riguardo?
«In effetti non è semplice, nel senso che pure lo studio richiede tempo ed è importantissimo; spero di essere promossa (in terza superiore, ndr) e colgo l’occasione per ringraziare i professori del Liceo “Cecioni” per avermi permesso di recuperare i compiti e le interrogazioni perdute durante i periodi di trasferta».
In piccola scala rispetto a Londra e Rio 2016, l’edizione di Baku sarà un’Olimpiade a tutti gli effetti, la prima circoscritta al vecchio continente: emozionata?
«Non vedo l’ora di respirare l’atmosfera di un villaggio olimpico, di partecipare ad una grande manifestazione che comprenderà, oltre agli sport acquatici, anche molte altre discipline e circa 6000 atleti provenienti da tutta Europa».
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