Il Tirreno

Livorno

IL LIBRO-TESTIMONIANZA

«I corpi d’elite? Erano tutti in ferie»

«I corpi d’elite? Erano tutti in ferie»

Emilio Targlia quel giorno c’era: troppi biglietti e alcol a fiumi

2 MINUTI DI LETTURA





ROMA. Da 30 anni, il 29 maggio è una data che fa male, una data che deve essere ricordata. Il 29 maggio 1985, 39 persone morirono allo stadio Heysel di Bruxelles, poco prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. Gli inglesi ubrachi, approfittando della mancanza di forze dell’ordine - in ferie dopo la visita del Papa in Belgio, è la denuncia di chi quel giorno era lì - caricarono i supporters bianconeri che per difendersi si ammassarono contro il parapetto del settore ospiti. La barriera cedette e a decine precipitarono nel vuoto. Da allora molto si è detto e scritto, spesso perdendo di vista l’unica cosa che conta: il mantenimento della memoria e della verità, nel rispetto delle vittime e dei loro famigliari. Emilio Targlia, giornalista testimone, nel libro ’Quella notte all’Heysel’ (Sperlig & Kupfer, 178 pagine, 14,90 euro) ripercorre lucidamente la vicenda, raccontando quello che ha visto all’interno dello stadio, condividendo lo sgomento, l’incredulità e la rabbia che seguirono. «La prima immaginer chemi viene in mente - spiega Targlia - è un padre di famiglia. Un uomo che, preso da un attimo di follia, mi affida il figlio e tenta di raggiungere il settore Z che avevamo di fronte. È stato un attimo, poi probabilmente si sarà reso conto che non avrebbe potuto essere d’aiuto in nessun modo, ed è tornato indietro. Ma un’altra immagine che resterà indelebile nella memoria è il mio ritorno allo stadio il giorno seguente. Ero andato per portare un mazzo di fiori e mi ritrovai a camminare tra sciarpe insanguinate, macerie e scarpe rimaste a terra. Gli errori? Tantissimi. Uno stadio obsoleto e fatiscente, un servizio d’ordine non all’altezza e migliaia di inglesi ubriachi pronti a «caricare» i tifosi italiani. Fu tutto sbagliato anche la vendita dei biglietti, troppi, e infine anche il mancato divieto di vendita di alcol. Qualche tempo dopo si venne a sapere che il Papa, Giovanni Paolo II, quindici giorni prima del mach era andato in visita a Bruxelles e per l’occasione erano stati impiegati i corpi d’elite specializzati nell’ordine pubblico. Il giorno dell’incontro erano tutti ferie».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web