Il Tirreno

Livorno

scelta a sorpresa

Al lavoro? Macché, vanno tutti a casa

di Fabrizio Pucci

Il presidente ordina il rompete le righe, già finiti gli allenamenti

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LIVORNO. Tutti a casa. Come l'8 settembre 1943. Solo che qui – per fortuna – non siamo in guerra e non ci sono armistizi da firmare. Tutti a casa perché dopo la sconfitta di Pescara ognuno è andato a rincorrere i suoi guai. Il campionato del Livorno è finito a tutti gli effetti e la squadra non riprenderà ad allenarsi prima del raduno estivo.

Nella piovigginosa notte dello stadio Adriatico abbiamo lasciato facce che non rivedremo in maglia amaranto neanche per una sgambatura di fine stagione. Qualcuno aveva ventilato l'ipotesi che il Livorno continuasse a lavorare per almeno un'altra settimana o due. E invece niente. Spinelli ha dato il 'rompete le righe' forse perché stufo dopo un'annata avara di soddisfazioni.

In altri tempi – ad esempio dopo la retrocessione del 2008 – il pres aveva tuonato: «Tutti in campo fino al 30 giugno». Una strada che – in caso di mancato raggiungimento dei playoff – pareva percorribile anche stavolta. Evento che invece non si è verificato.

Troppo grande l'amarezza di un epilogo così imbarazzante: meglio voltare pagina in tutta fretta e pensare fin da ora al prossimo anno e alle dinamiche societarie che rischiano di tenere alta la soglia di attenzione dei tifosi loro sì, gli unici a soffrire loro malgrado di una situazione che non avrebbero mai voluto vivere: Carpi e Frosinone in A e noi neanche agli spareggi. Un incubo.

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