Gioco
Tanti errori con pochi soldi
Allenatori inadeguati, nessun investimento a gennaio e caos contratti
LIVORNO. Scacco matto in cinque mosse. Il problema è che lo scacco matto l'abbiamo preso. Ci hanno divorato tutto, dai pedoni al re. Il Livorno esce di scena a testa bassa, e non aver raggiunto i playoff non è affatto casuale. Troppi gli errori commessi, cinque su tutti. Eccoli qua.
1 L'ALLENATORE. Se vuoi costruire una bella casa, devi scegliere l'ingegnere giusto. Altrimenti ti ritrovi con la cucina attaccata al bagno. La società ci ha capito poco, dall'inizio alla fine. Numeri alla mano, Gautieri è l'allenatore che ha fatto meglio, ma non ci raccontate che il suo Livorno giocava bene. E poi considerate che Gautieri a inizio stagione aveva una squadra fresca, aveva Siligardi, Cutolo, Surraco, aveva anche Mosquera. Su una cosa aveva ragione Gautieri: quel Livorno era costruito per giocare 4-3-3, anche se un tentativo con la difesa a tre doveva farlo.
Si dice che nei giorni in cui la panchina di Gautieri traballava, ci fosse stata la possibilità di prendere Rolando Maran, che poi ha trascinato il Chievo a una brillantissima salvezza al piano di sopra. Certo, bisognava tirar fuori qualche migliaio di euro per liberarlo dal suo contratto con il Catania, ma forse sarebbe stata la soluzione migliore. Ezio Gelain si è ritrovato immerso in una dimensione troppo più grande di lui, ci ha provato con tutto se stesso ma non è bastato.
E Panucci? A livello di personalità era l'allenatore giusto, il guaio è che si è trovato tra le mani una squadra bollita e indebolita. Inquieta l'ultimo ko, quello di Pescara: il Livorno sembrava aver trovato un'anima, un briciolo di continuità (otto risultati utili consecutivi), invece il crollo è stato impietoso e sopratutto senza alcuna scusante.
2 IL MERCATO DI GENNAIO. Purtroppo la storia dice che, per il Livorno, era meglio se il mercato di gennaio non fosse mai esistito. Mai una volta che arrivino rinforzi veri, mai una volta che recuperiamo qualcosa rispetto agli avversari in termini di organico. Mai. Stavolta servivano due centrocampisti: uno perché lo sapevamo da inizio stagione e uno perché si era rotto Mosquera.
Forse ne poteva bastare anche uno, ma forte. Appelt Pires ha deluso, di lui ricorderemo solo qualche sciagurata palla persa al limite dell'area. Quanto a Strasser, beh, lasciamo stare… In più abbiamo perso Cutolo e Surraco, per prendere quel Rivas che è costato più di terapie che altro. Risultato: centrocampo coi soliti problemi e attacco indebolito (e nemmeno di poco).
Il problema è che non si può sempre fare il mercato con zero euro a disposizione. Già in estate erano stati accantonati i soldi di Paulinho e si era fatto il mercato con l'autofinanziamento (preso Maicon coi soldi di Dionisi, poi solo svincolati e prestiti).
Così, se ti va bene, sopravvivi ma di ambizioni nemmeno a parlarne.
3 GIOCATORI E PERSONALITA'.
Chiaro che le loro colpe devono prendersele anche i giocatori. Su questo non ci piove. Forse la rosa era stata sopravvalutata, o forse no. Ma non esiste non essere entrati nei playoff in un campionato così mediocre, aver finito la stagione a dodici punti dal Frosinone (!!), a nove punti dal Vicenza ripescato (!!). E' quasi una bestemmia calcistica.
C'è stato un problema di personalità, questo è evidente e lo ha chiarito bene Panucci dichiarando di avere a disposizione "troppi bravi ragazzi e pochi figli di buona donna". Ma c'è stato anche un problema di impegno. Perché carta canta e noi c'eravamo quando Bernardini a Bari disse "loro ci hanno messo più voglia di noi", quando Mazzoni ad Avellino tuonò "c'è qualcuno che non ha capito che in serie B devi lottare", quando Lambrughi a Pescara ha detto "c'è solo da vergognarsi". Chiari sintomi di un malessere interno.
Facciamo tesoro degli errori. Quando ci sarà da costruire la squadra del prossimo anno, dateci un paio di "ghignarole" in più e un paio di "ballerine" in meno. Grazie.
4 LA PREPARAZIONE
C'è stato un periodo del campionato (lungo), nel quale il Livorno non correva. Gli altri arrivavano sempre primi sulla palla, noi sempre col freno a mano tirato.
Come è possibile? Eppure si sa che in serie B se non corri, sei morto. Guardate il Carpi: zero fenomeni, tanta gente che corre come dei pazzi, e hanno vinto il campionato con la pipa in bocca. Ora ci diranno che non è vero, che non c'entra niente, ma noi questo ritiro iniziale a Castellaro, in provincia di Imperia non l'abbiamo capito. Vista l'altitrudine del luogo scelto per la preparazione estiva, allora tanto valeva farlo a Montenero…
5 CONTRATTI IN SCADENZA. Ultimo (ma forse non in ordine di importanza) il problema dei contratti in scadenza. Ce n'erano troppi, decisamente troppi in questo gruppo. Di cui qualcuno anche pesante, vedi Galabinov e soprattutto Luca Siligardi. La colpa del mancato rinnovo di "Sili" è di chi ha gestito il mercato del Livorno lo scorso anno (in primis Stefano Capozucca), lasciando che uno dei pochi capitali rimasti del Livorno se ne potesse tranquillamente andare a zero euro. Chiaro che poi certi giocatori ci hanno messo del loro. Siligardi era già d'accordo col Verona da settembre (ma siamo sicuri che giocherà in serie A? Mah…), figuriamoci se faceva le corse per riprendersi dall'infortunio al ginocchio che pure è stato serio. Sono rischi da mettere in conto. Resta il fatto che il conto alla fine l'hanno pagato i tifosi, con una stagione da "mai una gioia" nell'anno del Centenario.
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