Gioco
Quella stretta al cuore all’«Adriatico» pensando al Moro
PESCARA. Attraversando quel tunnel, sono rispuntati ricordi devastanti. Correndo sopra quei maledetti metri dell’Adriatico, la mente è tornata alla tragedia di tre anni fa. Alessandro Lambrughi e...
PESCARA. Attraversando quel tunnel, sono rispuntati ricordi devastanti. Correndo sopra quei maledetti metri dell’Adriatico, la mente è tornata alla tragedia di tre anni fa. Alessandro Lambrughi e Andrea Luci c’erano quel 14 aprile e c’erano anche ieri, in cerca dei playoff e di un’altra dedica speciale a Piermario Morosini, dopo la straordinaria promozione in Serie A di due anni fa. E invece, al termine di una serata sfortunata, non ci sono riusciti. Un epilogo amaro, amarissimo. È stata comunque una settimana particolare per loro due, ma anche per chi faceva parte della rosa di quella stagione (2011/2012). Luca Belingheri, all'epoca in campo, e Lorenzo Remedi erano in panchina ieri, tagliati dal ricordo. Luca Mazzoni, squalificato dopo l’episodio di una settimana fa con il Vicenza, e Alessandro Bernardini, ancora infortunato, erano invece in tribuna. E avrebbero pagato pur di entrare e dare una mano alla squadra. Anche Luca Siligardi era tra i compagni dell’ultimo Morosini, ma è ancora infortunato e non era con la squadra per l'ultima trasferta.
Nel cuore di tutti. Luci, in settimana, aveva parlato di «90 minuti particolari anche per questo motivo». E lo sono stati, senza dubbio. Perché è impossibile dimenticare un compagno morto in campo a pochi metri di distanza da te, tra l’altro con una storia tragica alle spalle. «Il ricordo di Piermario è vivo e ci attraverserà», aveva aggiunto il capitano prima della sfida. E ha attraversato anche tutto lo stadio. Sia la curva del Pescara, che verso la fine del match ha tirato fuori uno striscione per lui ("Morosini vive"), sia i 60 tifosi amaranto (i 40 ragazzi della Nord sono arrivati in ritardo, entrando al momento dell'1-0 di Melchiorri) presenti all'Adriatico. Nel settore ospiti, che porterà sempre il nome del Moro.
Gianni Tacchi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
