Gioco
Parate, errori, batticuore Cipriani senza il lieto fine
Tre gol e «mezza» colpa, ma tanta personalità per il portierino titolare per caso I messaggi su Whatsapp e un cartello personalizzato sugli spalti dell’Adriatico
La "finale" di Matteo è iniziata alle 16.53 di una settimana fa, quando il rosso sventolato davanti agli occhi di Mazzoni gli ha fatto battere il cuore. Ma soltanto per qualche secondo, perché Cipriani è un ragazzo freddo, più maturo dei 18 anni che sono sulla sua carta d’identità. E ieri sera ha dimostrato di essere più forte della paura del debutto, delle emozioni, dei discorsi. Ok, sognava un esordio diverso, sognava di ritrovarsi nei playoff appena maggiorenne. E invece il Livorno è stato bocciato. Ma lui no, il suo esame è stato sufficiente. A parte l’ultimo gol di Bjarnason, quando ormai le speranze di un miracolo erano pari allo zero.
La giornata. Il suo primo giorno da vero professionista era iniziato all’alba. Un risveglio diverso, ovvio, ma non con quell’ansia che travolgerebbe chiunque. Tanti i messaggi su Facebook, tantissimi quelli su WhatsApp. «In bocca al lupo, Cip!», gli hanno scritto tifosi e amici. Poi: «Sei e sarai sempre il migliore, comunque vada». E ancora: «È il tuo momento, dimostra chi sei e fai vedere a tutti il tuo valore». Insomma, una città nei guanti di un ragazzino, forse troppo piccolo per una responsabilità del genere. Simpatica la mini-coreografia di un gruppo di tifosi amaranto, preparata nel pomeriggio – durante i 500-600 chilometri di viaggio – per caricarlo. “Forza Cip”, hanno scritto utilizzando otto fogli di carta, ognuno con una lettera nera sopra. IL Prepartita. Il primo a respirare il verde dell'Adriatico è stato Pietro Spinosa, il preparatore dei portieri amaranto. In settimana, sul suo profilo di Facebook, aveva pubblicato le foto dei numeri uno allenati in carriera: Marco Amelia, Carlo Cudicini, Stefano Sorrentino, Andrea Ivan… E ora Cipriani, entrato in campo poco dopo di lui. Si è riscaldato con Spinosa e con Guido Pulidori, classe 1997, che si ritrovato vice in Serie B dopo aver passato una stagione da secondo in Primavera (il titolare era Federico Cirelli, ora infortunato). Poi è arrivato il momento dei tiri in porta da parte dei compagni, quando Matteo ha dimostrato attenzione e concentrazione. Mazzoni, in tribuna, lo ha osservato per tutto il riscaldamento: occhi fissi sulla porta, ma soprattutto sui guanti e sugli occhi del gatto di Prato.
I 90 minuti. Dopo l’ingresso in campo, Cipriani si è avviato lentamente verso la porta. Un incoraggiamento da parte dei due centrali, Ceccherini ed Emerson, poi il fischio d'inizio. E un buon avvio, soprattutto sulle uscite basse, dove in tutta la partita non ha mai sbagliato. Qualche brivido sulla punizione di Pasquato, bloccata in due tempi, poi la carica dopo un errore del Cecche e un tiro di Pasquato finito fuori. I compagni si fidano, toccano la palla indietro e lui rilancia senza paura. Poi il gol di Melchiorri, sul palo lontano. Il primo tempo, tutto sommato, è positivo. Emerson e Spinosa lo aspettano prima di rientrare negli spogliatoi al 45’. La ripresa è sfortunata, per tutti. E si chiude con il tris di Bjarnason, dove poteva fare di più. Ma la sua carriera è appena iniziata. Tra Livorno e Pescara, due porti. Dove si sbarca e si parte per grandi viaggi.
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