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Livorno, il crepuscolo più triste

di Alessandro Bernini
Livorno, il crepuscolo più triste

Galabinov si mangia il gol del pareggio, il Pescara infierisce: addio playoff, la stagione finisce qui

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INVIATO A PESCARA. Buonanotte suonatori. Era l'anno del centenario, società e squadra l'hanno gettato nel cassonetto fallendo anche l'obiettivo minimo: i playoff. Finale indegno per 100 anni di storia e 100 anni di amore. Sia chiaro, nella forma i playoff li abbiamo persi a Pescara, ma nella sostanza li abbiamo distrutti pezzetto dopo pezzetto da ottobre in poi. Ciascuno con la proprio fetta di responsabilità: la squadra (allenatori compresi) per non aver mai tirato fuori il meglio, la società per aver addirittura indebolito l'organico a gennaio ed essersi risparmiata anche un minimo investimento.

Ci sarà comunque tempo per parlare di colpevoli, errori e di come ripartire. Adesso c'è da raccogliere i cocci di una serata che ha fatto cadere dal cielo solo pioggia e delusione. È finita 3-0 per il Pescara che con questa vittoria (e la sconfitta dell'Avellino) ha conquistato addirittura il settimo posto, pescando così ai quarti dei playoff l'abbordabile Pescara.

ERRORI E CASTIGO. Bisogna ammettere due cose. 1) il Livorno ha giocato male, malissimo 2) il Pescara ha fatto poco poco più del Livorno, ma ha avuto il merito di buttarla dentro appena ha avuto l'occasione. Il calcio è questo. Galabinov da 50 cm butta sui cartelloni pubblicitari un pallone che avrebbe messo in rete anche un bambino di 5 anni e 60 secondi dopo prendi il 2-0. Agli zoppi (per colpe proprie), pedate negli stinchi.

CHI SALTA L’UOMO? Fatto sta che non dovevamo prendere gol, ne abbiamo subiti tre e in pratica al 7' del secondo tempo era già iniziato il funerale. D'altronde questa squadra ha una marcia sola: sa difendersi e ripartire. Stop. Domanda: ma ieri chi doveva saltare l'uomo e creare superiorità quando eravamo in svantaggio? Ne avevamo tre di giocatori in grado di saltare l'uomo: Siligardi, Cutolo e Surraco. Uno si è infortunato (anche qui ci sarebbe da dire tante cose), due sono stati venduti. Panucci ci ha provato con due punte e Jelenic trequartista nel secondo tempo, ma quando sbagli gol come ha fatto Galabinov, vuol dire che il tuo destino è segnato.

LA SCELTA TATTICA E IL GOL. Christian Panucci adesso che farà? Difficile da capire. Sinceramente facciamo fatica ad affibbiargli troppe colpe visto che si è trovato con una squadra bollita e indebolita. A Pescara ha provato a mettere un abito sul sui Livorno molto "stretch", elasticizzato. Un 4-4-1-1 in fase difensiva che si trasformava spesso in 4-2-3-1 in fase offensiva visto che Luci e Biagianti restavano bassi davanti alla difesa mentre Djokovic a sinistra e Moscati a destra salivano sulla linea di Jelenic. Una scelta che poneva il Livorno a specchio col 4-2-3-1 del Pescara. Benino in avvio quando il Livorno riusciva a ripartire, anche se minuto dopo minuto il Pescara ha iniziato a guadagnare qualche metro.

Eppure il gol è stato quasi un fulmine a ciel sereno perché il Livorno sembrava padrone della partita, mai in difficoltà. Invece un altro pallone perso davanti alla difesa da Appelt Pires ha innescato Pasquato, assist per Melchiorri che è andato uno contro uno con Ceccherini portandosi la palla sul destro e lasciando partire un tiro sul secondo palo che Cipriani ha potuto solo sfiorare.

Ecco, subito l'1-0, ci saremmo aspettati una reazione. Invece il Livorno è rimasto troppo basso, proprio perché non ha giocatori in grado di dare profondità.

L’ERRORE FATALE. A inizio ripresa Panucci ha preso il Livorno e l'ha rivoltato come un calzino. Fuori Luci e Moscati, dentro Biagianti e Galabinov per dar vita a un 4-3-1-2 con Jelenic trequartista o comunque libero di muoversi in quella zona.

La svolta sembrava esserci, il Livorno ha subito preso campo e partita con Galabinov che in 5 minuti prima su girata ha sfiorato la traversa e poi da mezzo metro dalla porta ha fallito il più facile dei tocchi. Il problema è che quel pallone andava buttato dentro. Era l'ultimo buono. Perché sul rovesciamento di fronte il Pescara ha firmato il 2-0 con un bell'inserimento di Bjarnason, e lì è morta anche la speranza.

C’erano ancora quasi 40’, bisognava segnare due gol: possibile per molti, non per il Livorno che nelle ultime 12 partite, solo due volte era riuscito a segnare più di un gol. E anzi è arrivato pure il 3-0 al 92’ ancora con Bjarnason.

Finale triste. Ormai non ci illudevamo più di andare in serie A. Ma almeno i playoff sì, dovevamo conquistarli. Senza se e senza ma. Così è stato un vero fallimento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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